25 settembre 2018

Carceri. Corleone: "Decreto Alfano una provocazione"

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Firenze, 14 maggio 2010 –  Sovraffollamento carcerario, decreto legge svuota carceri e nuova politica penale. Di questo si discute oggi al convegno le carceri in corso per tutta la giornata alla Badia Fiesolana. Proprio sul ddl Alfano sulle carceri  il garante fiorentino dei detenuti ed ex componente della Commissione giustizia della Camera, Franco Corleone è netto: “Una provocazione”. “Si poteva utilizzare questo provvedimento – ha detto Corleone -come un ‘taxi’ per renderlo un’occasione importante ed è quello che abbiamo fatto come associazioni presentando a Governo e Parlamento una serie di emendamenti per incidere sulla questione dei tossicodipendenti in carcere”. “Perché – ha spioegato – è questa la vera e grande questione che spiega il sovraffollamento delle carceri, visto che oltre la metà dei detenuti in carcere sconta la violazione della legge sulle droghe oppure perché tossicodipendenti e quindi produttori di reati di microcriminalità”. “I nostri emendamenti non sono stati colti: non mi stupisce che non l’abbiano fatto né Alfano né Maroni che hanno invece sostenuto la commedia delle parti, uno sul piano dell’improvvisazione l’altro sul piano della demagogia”.
Punto critico del sistema carcerario – è stato ricordato stamani al convegno – rimane il sovraffollamento: 4000 detenuti per 3000 posti in Toscana – di cui 10’00 solo a Sollicciano. Altro problema la diminuzione costante della funzione rieducativa del carcere – le esperienze di lavoro sono scese dal 30% nel 2006 al 21% nel 2009, mentre le misure alternative sono calate dal 38% nel 2004, al 16% nel 2009. “Si deve pensare ad un nuovo modello penale, che rifugga l’idea che il carcere sia l’unica soluzione” ha detto Marta Costantino, dirigente del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria nel su intervento. Poi il decreto svuota carceri ha rilevato: “Numeri incerti, non risolverà il sovraffollamento”.

Fonte: Novaradio

Sovraffollamento carcerario, decreto legge svuota carceri e nuova politica penale. Di questo si discute oggi al convegno le carceri in corso per tutta la giornata alla Badia Fiesolana. Proprio sul ddl Alfano sulle carceri  il garante fiorentino dei detenuti ed ex componente della Commissione giustizia della Camera, Franco Corleone è netto: “Una provocazione”. “Si poteva utilizzare questo provvedimento – ha detto Corleone -come un ‘taxi’ per renderlo un’occasione importante ed è quello che abbiamo fatto come associazioni presentando a Governo e Parlamento una serie di emendamenti per incidere sulla questione dei tossicodipendenti in carcere”. “Perché – ha spioegato – è questa la vera e grande questione che spiega il sovraffollamento delle carceri, visto che oltre la metà dei detenuti in carcere sconta la violazione della legge sulle droghe oppure perché tossicodipendenti e quindi produttori di reati di microcriminalità”. “I nostri emendamenti non sono stati colti: non mi stupisce che non l’abbiano fatto né Alfano né Maroni che hanno invece sostenuto la commedia delle parti, uno sul piano dell’improvvisazione l’altro sul piano della demagogia”.

Punto critico del sistema carcerario – è stato ricordato stamani al convegno – rimane il sovraffollamento: 4000 detenuti per 3000 posti in Toscana – di cui 10’00 solo a Sollicciano. Altro problema la diminuzione costante della funzione rieducativa del carcere – le esperienze di lavoro sono scese dal 30% nel 2006 al 21% nel 2009, mentre le misure alternative sono calate dal 38% nel 2004, al 16% nel 2009. “Si deve pensare ad un nuovo modello penale, che rifugga l’idea che il carcere sia l’unica soluzione” ha detto Marta Costantino, dirigente del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria nel su intervento. Poi il decreto svuota carceri ha rilevato: “Numeri incerti, non risolverà il sovraffollamento”.

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