Carcere, un altro suicidio. E intanto la Toscana è ancora senza garante dei detenuti

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di Riccardo Capucci per l’Altracittà

Aveva 28 anni ed era ricoverato dall’ottobre dello scorso anno all’ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo Fiorentino. Ieri ha preso una bomboletta di gas di quelle che danno nelle carceri per scaldarsi il cibo e l’ha inalata, uccidendosi.

Intanto Patrizio Gonnella e Luigi Manconi, presidenti rispettivamente delle associazioni hanno rivolto un appello al governatore della Toscana Enrico Rossi, che, come i presidenti di Emilia Romagna, Piemonte, Puglia, Sardegna, Umbria, non ha ancora nominato il garante per i detenuti, non applicando così la legge regionale che lo prevede.

”Le condizioni di vita nelle carceri italiane non sono degne di un Paese civile – scrivono nell’appello Gonnella e Manconi – Il sovraffollamento rende difficile esigere il rispetto dei diritti umani e favorire le opportunità di reinserimento. In queste condizioni di vita gli stessi operatori penitenziari fanno molta fatica ad assicurare una corretta e legale gestione degli istituti di pena”.

”La composizione della popolazione detenuta è tale – fanno notare – da far ritenere la questione penitenziaria prevalentemente una irrisolta questione sociale. E’ eccezionalmente elevato il numero di persone che sono in carcere per motivi legati alla propria nazionalità, alla propria situazione economica, alla propria condizione di salute psichica, al proprio stato di dipendenza da sostanze stupefacenti. Per queste persone è ancora più difficile vedere tutelati i propri diritti fondamentali”.

”L’Italia, nonostante esista un obbligo in tal senso da parte delle Nazioni Unite – proseguono – non ha mai istituto un organismo indipendente di controllo dei luoghi di detenzione”. ”Alcune competenze, prima fra tutte quella alla salute, ma anche la formazione professionale e l’orientamento al lavoro – dicono Manconi e Gonnella – sono di pertinenza regionale o comunque territoriale. Anche per questo in alcune regioni sono state prima istituite e poi nominate figure di protezione e promozione dei diritti di coloro i quali hanno la propria libertà personale ristretta o limitata. Da qui l’importanza, ma anche l’urgenza, di disporre in ogni regione di una istituzione a cui i detenuti possano rivolgersi e dalla quale possano ottenere risposte, sostegno, facilitazione all’ esercizio dei diritti”.

”Chiediamo quindi che nelle sei regioni si proceda alla nomina di un Garante autorevole, indipendente rispetto all’amministrazione della giustizia, esperto e motivato”, concludono.

Gli istituti penitenziari toscani sono 18 (di cui un Ospedale psichiatrico giudiziario) per una capienza regolamentare di 3.186 posti. Secondo quanto riferiscono Manconi e Gonnella sono 5.516 i detenuti presenti per un tasso di affollamento del 173%. I detenuti stranieri presenti sono 2.253 (40.8%), le donne sono 190, gli imputati 1.681 (30,4%). Dal 1 gennaio 2010 ad oggi sono morti negli Istituti di pena della Toscani 12 detenuti, 6 dei quali per suicidio. Al 28 febbraio 2011 i detenuti usciti dagli Istituti Penitenziari della Toscana per la legge “Svuota-carceri” sono 113 di cui 49 stranieri.

0 Comments

  1. pino

    comke faceva ad avere una bomboletta di gas?????????? e poi era un malato pscichiatrico e nn un carcerato !!!!!!!

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