14 novembre 2018

Cantieri Tav, decibel fuorilegge "Sanzioni a Campo di Marte"

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di Ernesto Ferrara per Repubblica

Troppo rumore nei cantieri della Tav a Campo di Marte. Sia di giorno che di sera, dal momento che i lavori vanno avanti per 15-16 ore al giorno. E´ l´Arpat, l´agenzia regionale per la protezione ambientale, a dirlo: in un appartamento al quinto piano di via Rosolino Pilo (è stato il proprietario della casa a fare un esposto) le apparecchiature che misurano le emissioni rumorose del cantiere (lì si scava per creare il pozzo dove si dovrà imbucare la talpa per poi percorrere 7,5 chilometri fino a Castello, ogni giorno lavorano due ruspe e un dissabbiatore di grosse dimensioni) lo scorso 30 agosto hanno fatto segnare 67,5 decibel rispetto ai 60 consentiti. Non solo: per il futuro l´Arpat stima che, viste le lavorazioni sempre più impattanti che dovranno essere effettuate, «i livelli sonori prodotti dal cantiere di Campo di Marte possano sensibilmente aumentare, arrivando a superare il livello di 73 decibel anche in altri edifici nelle vicinanze», come quelli di via Campo d´Arrigo e via dei Sette Santi.

Le sinistre di Palazzo Vecchio saltano sulla sedia: «Ora basta, il sindaco Renzi, che aveva promesso tolleranza zero verso le irregolarità nei cantieri Tav, deve intervenire», tuonano la capogruppo di Perunaltracittà Ornella De Zordo, Tommaso Grassi del gruppo Spini ed Eros Cruccolini di Sel, che hanno già presentato un´interrogazione urgente al sindaco. «Renzi dovrebbe sanzionare e diffidare la società Nodavia per il superamento diurno del limite di emissione del rumore per le lavorazioni di scavo del cantiere Tav di Campo di Marte e disporre con ordinanza contingibile e urgente la sospensione dell´attività rumorosa fino all´avvenuto adeguamento ai limiti fissati dalla normativa», chiedono i tre, ricordando che è proprio l´Arpat a chiedere a Palazzo Vecchio – nel rapporto relativo al sopralluogo del 30 agosto scorso e sulla base degli sforamenti di decibel misurati – di attivare un procedimento amministrativo coercitivo per far cessare o diminuire il rumore. Palazzo Vecchio però non si pronuncia.

Intanto ieri «blitz» del sindaco, che ancora mantiene le deleghe dell´urbanistica, negli uffici di via Andrea del Castagno: tre ore di riunione per accordare i suoni con i tecnici e così tentare di portare a termine entro il 25 ottobre il nuovo piano strutturale, il documento urbanistico che deciderà il futuro della città per i prossimi 20 anni. Una bozza del piano è già pronta, nelle prossime settimane ad approvarla dovranno essere prima la giunta, poi le commissioni, i quartieri e per ultimo il consiglio comunale. Fino all´approvazione i grossi interventi urbanistici in città rimarranno bloccati: per questo la corsa contro il tempo è già partita.

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