19 novembre 2018

Campo di Marte, binario triste e solitario

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Un abitante dei quartieri a nord della stazione di Campo di Marte che decidesse di prendere uno dei pochi treni che, senza passare da Santa Maria Novella, percorrono la tratta tra Montevarchi e Prato-Pistoia con fermate intermedie, avrebbe qualche difficoltà, perché per lui non c’è nemmeno un sottopassaggio pedonale per arrivare ai marciapiedi della stazione. L’unico esistente porta da via Mannelli soltanto fino al 9° binario, tra le erbacce degli scambi abbandonati.

Dal viale Manfredo Fanti l’unica possibilità di accesso ai marciapiedi è la vetusta passerella, costruita all’inizio degli anni ’70, con lunghe scale (un incubo in ore notturne e un ostacolo insormontabile per qualsiasi portatore di handicap).

Un edificio, costruito per i mondiali del ’90 sul lato settentrionale e da tempo abbandonato, è un monumento ai fallimenti amministrativi di questa città. la vecchia biglietteria per i mondiali del ’90, su Largo Gennarelli, ora abbandonata

Se poi quell’abitante volesse giovarsi dei servizi di Stazione dovrebbe percorrere tutta la passerella, le scale e un tratto di marciapiede.

I nuovi treni “Minuetto” che percorrono la tratta sono moderni e confortevoli, ma sono pensati per il servizio regionale e sono troppo corti per lo scopo di quella “Metropolitana di superficie” di cui tanto si parla negli ambienti della Regione.

Sempre a Campo di Marte il nostro abitante non trova un servizio di bus che lo conduca velocemente in centro, perché la rete del trasporto su gomma non è coordinata con il servizio metropolitano su ferro. Né trova un efficiente sistema di noleggio bici. Quelle a noleggio sono ben nascoste, sempre coperte e inutilizzate, in un punto sconosciuto ai più. Chi lascia la propria bicicletta nelle rastrelliere apposite è a costante rischio di furto, nonostante la vicinanza di una stazione di Polizia.

Se poi venisse in macchina, il cittadino non troverebbe da parcheggiare se non nel piccolo Largo Achille Gennarelli. Oppure, raggiunta la Stazione attraverso il cavalcavia dell’Affrico e dopo tortuose manovre, si troverebbe davanti all’ingresso principale in spazi inadeguati alla sosta anche temporanea.

Alla Stazione di Campo di Marte non si trovano informazioni sul famoso “Memorario” né vi sono spazi, attrezzature ricettive ed informazioni per facilitare l’intermodalità e l’accessibilità al centro.

Eppure la Stazione di Campo di Marte dal 13 dicembre prossimo ospiterà l’AV Milano-Napoli, e lo farà per 9 anni durante la costruzione del tunnel. Mancano 8 mesi a quella data e non vi è traccia di cantiere per l’adeguamento dell’area. Neanche per prolungare il sottopassaggio pedonale tra via Mannelli e il viale Manfredo Fanti.

Non mancherebbero gli spazi per questo adeguamento. Si potrebbero riorganizzare i parcheggi utilizzando la sede ferroviaria per allargare alcuni tratti di via Mannelli. Si potrebbe restaurare e migliorare la passerella esistente e magari aggiungerne di nuove tra una parte e l’altra della città. Soprattutto si potrebbero utilizzare le vaste aree lungo via Campo d’Arrigo per ricavarci parcheggi scambiatori, piazzali per i bus, nuove funzioni di accoglienza, una viabilità adeguata a smaltire i flussi di traffico, ecc.

Se solo lo si volesse.

Ma non lo si vuole

Primo: perché rendere davvero funzionale questa Stazione potrebbe rivelare ai cittadini che in fondo non sono per niente necessari il tunnel del sottoattraversamento e la nuova Stazione dei Macelli.

Secondo: perché, invece di lavorare per risolvere i problemi della mobilità in città, proprio con la giustificazione di quel tunnel si vogliono vendere (dopo le elezioni) le aree ferroviarie inutilizzate per costruirci case che andranno ad aggravare il carico urbanistico aumentando tutti i problemi del traffico.

Il problema è in ogni caso l’assenza di pianificazione, la consegna senza condizione agli interessi speculativi di Ferservizi, all’interno di una gigantesca permuta dalla quale la città uscirebbe impoverita e stremata.

Per di più, alcuni amministratori a fine mandato e alcuni ambientalisti “del fare male purché fare”, invece di proporre la realizzazione di almeno una delle cose che il buon senso richiederebbe, propongono una quarta linea della tramvia nel quartiere di Campo di Marte, sommando problema a problema. Le aree ferroviarie sarebbero occupate dalle case e le strade dalle tramvie, completando il disastro.

Invece

In tempi brevi e senza alcuna conseguenza per gli edifici circostanti è possibile realizzare subito quattro binari su tutta la tratta Campo di Marte-Castello permettendo sia il passaggio dell’ AV sia quello dei treni locali.

Inoltre, attraverso accordi di programma di medio e lungo periodo tra Comune e privati, si potrebbe avviare una politica di acquisizione delle aree circostanti, attuando una razionalizzazione della rete stradale e dei flussi di traffico. In questo senso tutto il cospicuo patrimonio di aree e immobili ferroviari (Campo di Marte, Statuto, Belfiore, Rifredi, ecc.), oggi in parte abbandonato, potrebbe contribuire all’accessibilità al centro allargato (compreso nel laccio ferroviario), permettendo a tutta la città di respirare.

[Fonte Comitati dei Cittadini]

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