Campagna “Acqua, dono di Dio e bene comune”, ma la Diocesi di Firenze non c'è

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Un Manifesto firmato dalle diocesi di Andria, Belluno-Feltre, Bolzano-Bressanone, Brescia, Carpi, Cuneo, Milano, Padova, Pescara – Penne, Reggio Emilia, Termoli-Larino, Trento, Vittorio Veneto, Senigallia, Lanciano Ortona, Pistoia.

La diocesi ha aderito al manifesto per l’acqua “dono di Dio e bene comune”
UNA CAMPAGNA PER “SORELLA ACQUA”: PISTOIA C’E’
Consigli pratici, invito alla preghiera e presa di posizione in vista del referendum

Pistoia, 11 marzo 2011 – “Dobbiamo imparare a usare l’acqua con sobrietà e senza spreco”. E’ il quinto invito di una “campagna” particolare – tutta rivolta all’acqua – cui la diocesi di Pistoia ha aderito, su indicazione del vescovo Bianchi e tramite due suoi uffici pastorali.

Si chiama “Una campagna per il tempo di Pasqua” ed è promossa dalla rete interdiocesana “Nuovi stili di vita” con l’adesione di una dozzina di diocesi italiane. Da qualche giorno – spiegano Marcello Suppressa e Selma Ferrali, direttori degli uffici diocesani per la Caritas e per la Pastorale Sociale – ha aderito, prima in Toscana, anche la diocesi di Pistoia.

Il “manifesto” si compone di undici punti ed è diviso in quattro capitoli. Il primo (“Acqua: dono di Dio e bene comune”) ha un carattere più pastorale ricordando come l’acqua sia “uno dei grandi doni della Creazione, tramite i quali Dio dona la vita a tutte le creature”. Riprendendo il compendio della dottrina sociale della Chiesa, il manifesto precisa che “l’accesso all’acqua è un diritto universale inalienabile” per poi aggiungere che la campagna per l’acqua è “una proposta cristiana al di sopra di ogni schieramento politico e ideologico, un invito ad adottare stili di vita e comportamenti che tutelino questo bene prezioso comune, garantendone la disponibilità per tutti”.

Nel capitolo successivo (“Stili di vita amici dell’acqua”) non mancano proposte concrete per non sprecare l’acqua: scegliere, ad esempio, la doccia al posto del bagno, non lasciare rubinetti aperti, evitare le perdite, fare attenzione nella scelta dei prodotti, privilegiare l’uso dell’acqua da rubinetto e, quando è assolutamente necessario usare l’acqua minerale, allora preferire almeno quelle imbottigliate vicino casa (“a chilometro zero”).

Si entra poi in una dimensione più “politica” sottolineando come quello all’acqua sia “un diritto da tutelare”: l’acqua non può essere trattata come una “mera merce”; le autorità devono garantirne “la qualità”; la gestione dell’acqua deve essere “comunitaria, orientata alla partecipazione di tutti e non determinata dalla logica del profitto”.
E si mettono i piedi anche nell’attualità stretta in vista dell’imminente referendum sulla gestione dell’acqua. L’invito è a “partecipare attivamente al dibattito” davanti a un appuntamento “che mira a salvaguardare l’acqua come bene comune e diritto universale, evitando che diventi una merce privata o riprivatizzabile ma ripubblicizzandola mediante una forma di gestione pubblica e partecipata dei servizi idrici”.

Tutto “religioso” l’undicesimo e ultimo “comandamento” con un invito alla preghiera, e all’azione, nei giorni di Quaresima. “Contempliamo l’acqua, nella preghiera personale e comunitaria come nelle pratiche, come un segno di quell’amore vivificante che Dio offre a ognuno di noi e alla famiglia umana”.

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Di seguito il testo integrale del documento, disponibile sul sito web della Diocesi di Pistoia all’indirizzo: www.diocesipistoia.it.

Una campagna per il tempo di Pasqua promossa dalla Rete Interdiocesana Nuovi Stili di Vita
Acqua: dono di Dio e bene comune

1) L’acqua è uno dei grandi doni della creazione, tramite i quali Dio dona la vita a tutte le sue creature. Non a caso, gran parte delle religioni dell’umanità vede in essa un segno della presenza del Mistero e un simbolo di purificazione e rinascita. Lo stesso tempo pasquale invita a vivere alla luce del Risorto, scoprendolo come “sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna” (Gv. 4, 14).
2) Noi stessi, come tanti altri esseri viventi, siamo fatti in gran parte d’acqua e dipendiamo dal suo continuo ciclo. L’acqua è quindi essenziale per la vita delle persone e l’accesso ad essa costituisce un “diritto universale inalienabile” (Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, n.485; cf. anche Caritas in Veritate n. 27).
3) “Il principio della destinazione universale dei beni si applica naturalmente anche all’acqua” (Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, n.484), ma la fruizione di tale diritto è preclusa a un gran numero di esseri umani, ponendo un grave problema di giustizia. Un quarto della popolazione del pianeta, infatti, non ha accesso ad una quantità minima di acqua pulita, mentre oltre 2,5 miliardi di persone non hanno accesso ai servizi igienico-sanitari di base, determinando anche la diffusione di gravi malattie endemiche.
4) La campagna “Acqua, dono di Dio e bene comune”, unaproposta cristiana al di sopra di ogni schieramento politico e ideologico, è un invito ad adottare stili di vita e comportamenti che tutelino questo prezioso bene comune, garantendone la disponibilità per tutti. Proponiamo alle Chiese locali, la costruzione di percorsi pastorali, adatti al proprio territorio, che conducano i cristiani a riscoprire lo sguardo di Francesco, che chiamava l’acqua “sorella”, rinnovando così coerentemente le proprie pratiche.
Stili di vita amici dell’acqua
5) L’acqua è un bene prezioso e la sua accessibilità è limitata; dobbiamo quindi imparare ad usarla con sobrietà e senza spreco. Tante sono le pratiche possibili: scegliere la doccia al posto del bagno, non lasciar il rubinetto aperto quando ci laviamo i denti o facciamo la barba, o ancora evitare le perdite, mettere sui rubinetti i riduttori di flusso che fanno risparmiare acqua miscelandola con l’aria.
6) Occorre attenzione anche nella scelta dei prodotti che mangiamo e che indossiamo, preferendo quelli che richiedono meno acqua per la produzione. Teniamo presente, ad esempio, che la produzione di carne esige molta acqua (un chilo di carne bovina comporta in media l’uso di 5.500 litri, mentre un chilo di carne di pollo ne richiede 3.900 litri) e che ci vogliono 10.000 litri d’acqua per produrre un paio di jeans e 2 mila per una maglietta di cotone.
7) È importante privilegiare l’uso dell’acqua del rubinetto, che è buona, controllata, comoda e costa poco. Il suo impatto ambientale è limitato anche perché non richiede né involucri in plastica, né trasporti inquinanti. In quelle situazioni in cui è assolutamente necessario l’uso dell’acqua minerale, andranno almeno preferite acque a chilometri zero (imbottigliate vicino a casa); si cercherà poi di acquistare confezioni grandi e/o in vetro per ridurre la produzione di rifiuti.
Un diritto da tutelare
8) La possibilità di usare l’acqua del rubinetto richiede necessariamente che ne sia garantita la qualità da parte delle diverse autorità a ciò preposte. Una puntuale vigilanza in tal senso è parte della pratica di custodia del creato cui sono chiamati i cristiani.
9) “L’acqua, per la sua stessa natura, non può essere trattata come una mera merce tra le altre e il suo uso deve essere razionale e solidale” La distribuzione dell’acqua ha dei costi, ma su di essa non si può fare profitto in quanto il diritto al suo uso si fonda sulla dignità della persona umana e non su logiche economiche (Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, n.485). L’acqua è quindi un vero bene comune, che esige una gestione comunitaria, orientata alla partecipazione di tutti e non determinata dalla logica del profitto.
10) Il diritto all’acqua deve dunque essere garantito anche sul piano normativo, mettendo in discussione quelle leggi che la riducono a bene economico. Sarà importante, quindi, partecipare attivamente al dibattito legato al referendum sulla gestione dell’acqua, che mira a salvaguardarla come bene comune e diritto universale, evitando che diventi una merce privata o privatizzabile, ma ripubblicizzandola mediante una forma di gestione pubblica e partecipata dei servizi idrici.
Vivere l’acqua
11) “E mi mostrò un fiume d’acqua viva, limpido come cristallo, che scaturiva dal trono di Dio e dell’Agnello. In mezzo alla piazza della città, e da una parte e dall’altra del fiume, si trova un albero di vita che da frutti dodici volte all’anno, portando frutto ogni mese; le foglie dell’albero servono a guarire le nazioni”. (Ap. 22, 1-2). Pasqua è tempo di vita nuova, nel quale siamo invitati a partecipare nello Spirito alla vita della nuova creazione. Contempliamo l’acqua – nella preghiera personale e comunitaria, come nelle pratiche – come un segno di quell’amore vivificante che Dio offre ad ognuno di noi ed alla famiglia umana.

Manifesto firmato dalle diocesi:
Andria
Belluno-Feltre
Bolzano-Bressanone
Brescia
Carpi
Cuneo
Milano
Padova
Pescara – Penne
Reggio Emilia
Termoli-Larino
Trento
Vittorio Veneto
Senigallia
Lanciano Ortona
Pistoia

Fonte: Ufficio Comunicazioni sociali della Diocesi di Pistoia

0 Comments

  1. giuliana orlando

    Condivido il pensiero di tanti: l’acqua è un bene fondamentale, quindi spetta di diritto a tutti, e va pertanto garantita a tutti come bene pubblico.

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