Cacciati come topi: senza pace gli sgomberati dell'Osmatex

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di Cecilia Stefani

Ieri mattina alle 7 un gruppo di cittadini romeni è stato fatto sgomberare da sotto il Ponte Rosso a Firenze, dove queste persone avevano bivaccato e dormito “in modo palesemente indecente con materiali vari”. Per questo gravissimo reato la Polizia municipale ha elevato loro delle pesanti multe, 160 euro a testa, ed ha sequestrato i materassi e le coperte, i sacchi con gli indumenti, e altri oggetti di loro proprietà, tra cui una pentola con coperchio “per il minestrone” che gli era stata appena regalata da alcuni dei pochi che si sono interessati a loro. Stiamo infatti parlando ancora una volta degli ‘sgomberati dell’Osmatex’, definizione che da gennaio ritorna ogni tanto sulle pagine dei giornali senza per questo disturbare affatto il placido sonno degli amministratori.

Durante l’operazione sono state sequestrate anche delle medicine – corpo del reato? – e solo per caso si sono salvati i referti medici di un recentissimo ricovero in ospedale di un giovane malato di tubercolosi.

Ma non è ancora tutto. Nelle stesse ore infatti aveva luogo un’altra indispensabile ‘bonifica’ in zona Osmannoro, dove fra detriti di amianto e altre rovine alcune famiglie rom avevano pensato di poter restare qualche tempo in pace e tirato su dei ripari di fortuna. Niente da fare: il comune di Sesto prosegue nella sua furia anti-degrado, senza guardare il pelo nell’uovo, ovvero infischiandosene altamente della presenza di bambini piccoli e persone malate. Due nuove ordinanze firmate dal sindaco Gianassi impongono ai proprietari di chiudere bene tutte le aperture, in modo che neanche un topo possa andare a farsi una ‘degradante’ tana là dove non c’è altro che il nulla e rifiuti pericolosi.

Forse davvero li hanno scambiati per topi, questi cittadini europei, poveri, che sono venuti qua, ingenuamente, magari persino scioccamente, a cercare lavoro, casa e una vita migliore e hanno trovato solo ostilità, disprezzo e indifferenza. Scacciati da qualunque luogo, anche il più lontano dalla vista, viene loro impedito di sdraiarsi sotto un ponte a dormire, di lavarsi, di cucinare e persino di curarsi. Perché allora non cercare coerentemente una ‘soluzione finale’ a questo fastidioso problema?

Ma già, siamo in Toscana, una regione civile e progressista, e abbiamo persino una legge quasi nuova, praticamente mai usata,  che fra le altre cose dice: “Particolare attenzione sarà riservata ai diritti dei cittadini stranieri vulnerabili, in particolare i minori non in regola con le norme sull’ingresso e il soggiorno, i minori stranieri non accompagnati, cittadine straniere madri, cittadini stranieri disabili”.

Forse ai sindaci non ne è ancora arrivata una copia.

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