Bruno Neri, il calciatore partigiano. Incontro il 3 marzo all'Antella per non perdere la memoria

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Bruno Neri si rifiuta di fare il saluto fascista

di Alessandro Bezzi per l’Altracittà

C’è una foto in bianco e nero, datata 1931: si inaugura il nuovo stadio di Firenze, intitolato allo squadrista Giovanni Berta. Tutti i giocatori sono a centrocampo, con il braccio destro teso a fare il saluto fascista. Tutti, tranne uno.

Alcuni ragazzi della Casa del Popolo dell’Antella, vedendo casualmente l’immagine si stupiscono: appassionati come sono di Resistenza – e di calcio – come è possibile che non sanno chi sia? Decidono quindi di scoprirlo. E’Bruno Neri, un ragazzo di appena ventuno anni: quelle braccia abbassate, rigidamente attaccate al corpo, esprimono più di mille parole: esprimono il coraggio di un uomo libero.

L’antifascismo e l’amore per il calcio per Bruno Neri proseguono anche negli anni seguenti; tornato nella sua Faenza, diventa giocatore e allenatore della squadra nel 1940, stringendo sempre più i contatti con i movimenti antifascisti. Nel 1943, dopo l’armistizio, abbandona il calcio e si unisce ai partigiani faentini. Fin dalle prime settimane si distingue per il suo valore, tanto da diventare vicecomandante del Battaglione Ravenna, impegnato sull’Appennino tosco-romagnolo. Il 10 luglio 1944 viene ucciso insieme al partigiano Vittorio Bellenghi in uno scontro a fuoco con le truppe nazifasciste.

I ragazzi, che da settembre hanno fondato la “Sezione Giovani Antella”, capiscono che è una storia troppo bella per rimanere sconosciuta, e decidono di darsi da fare per raccontarla: chiamano l’Istituto della Resistenza e l’ANPI di Bagno a Ripoli, che li mette in contatto con la sezione di Faenza. La ricerca è troppo entusiasmante per essere lasciata a metà, ci racconta Andrea: “Siamo andati a Faenza, abbiamo conosciuto il Presidente dell’ANPI, Sauro Bacchi, e Francesco Renzini, il partigiano che aspettava il ritorno di Bruno Neri il giorno in cui è rimasto ucciso. Ci hanno raccontato stralci della vita partigiana e aiutato nella ricerca, regalandoci vario materiale sulla lotta partigiana. Una volta tornati, eravamo più che mai decisi a fare un incontro su Bruno Neri, una figura troppo bella per poter essere dimenticata”.

La neonata Sezione Giovani ha le idee chiare: “Vogliamo rivalutare un concetto di casa del popolo che purtroppo è andato perso;molti ragazzi la considerano ormai alla stregua di un bar. Ma era – e può tornare ad essere – uno spazio di crescita personale e politica; la Sezione Giovani è un gruppo di oltre 50 ragazzi tra i 16 e i 30 anni che ha voglia di confrontarsi e rendere la casa del popolo un luogo di aggregazione importante. Stiamo organizzando cene, concerti, cineforum ed altre iniziative. L’incontro su Bruno Neri concilia una passione diffusa come il calcio con un ricordo vivo di un momento importante come la Resistenza”.

E per l’incontro di giovedì (3 marzo, aperitivo/cena alle 20, dibattito alle 21:30) si sono davvero dati da fare: parteciperanno esponenti dell’ANPI, partigiani di Faenza e Domenico Mungo, scrittore che su Bruno Neri ha anche composto una prosa musicale. Inutile dire quanto sia interessante l’incontro. Per conoscere pagine di Storia che abbiamo frettolosamente dimenticato, per tenere vivo un ricordo troppo spesso sbiadito. E per ricordare un uomo che visse di calcio e morì per la libertà.

Per informazioni: sezionegiovaniantella@yahoo.it

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