Bollette, il costo dell’efficienza

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Qualcuno ha mai veramente capito quali sono le tariffe e come il totale arriva ad essere tale in calce alla fattura? Per le utenze domestiche, la tariffa prevede una quota fissa di venti euro all’anno ripartiti nelle quattro bollette trimestrali oltre ad una quota variabile calcolata in base al consumo.
La quota variabile a sua volta è suddivisa in tre parti a seconda del servizio che si utilizza: il servizio idrico integrato per avere l’acqua in arrivo al rubinetto di casa e la tariffa acquedotto insieme alla tariffa fognatura e depurazione per poterla far scorrere via nelle condutture pubbliche.
La quota variabile della tariffa è calcolata in scaglioni progressivi a seconda del consumo annuale. Considerando un uso domestico nel quale insieme alla fornitura dell’acqua si usufruisca anche dello scarico nelle condutture pubbliche, si dovranno pagare (oltre alla quota fissa): €1,58 al metro cubo per i primi 100 mc consumati, €2,72/mc per il consumo tra i 101 e i 150 mc, €4.50/mc per il consumo tra i 151 e i 200 mc mentre oltre i 200 il prezzo è di €6,22 al metro cubo!
Gli scaglioni della tariffa sono calcolati su un totale di consumo annuo, ma bisogna considerare che il calcolo è effettuato sull’utenza Publiacqua. Un condominio generalmente ha un solo contatore di Publiacqua ed è quindi il consumo per l’intero condominio ad essere considerato ai fini tariffari come singola utenza, sebbene questa si riferisca a varie famiglie.
A questo punto per complicare ancora più il calcolo, entrano in gioco i gestori della riscossione che pazientemente passano abitazione per abitazione a controllare le letture parziali per poi riconteggiare nuovamente maggiorando di commissioni e spese. Sono loro responsabili verso Publiacqua e sono loro quindi a chiedere l’interruzione dell’erogazione qualora non raggiungano l’ammontare dovuto.
Nessuno si ricorda più di aver pagato a Publiacqua una cauzione? Questa cauzione adesso è calcolata in misura proporzionale al consumo e non su un ipotetico ammontare fisso di consumo pari a 200 metri cubi. Dopo 2 anni Publiacqua renderà qualche euro per compensare eventuali discrepanze, ma anche ricevere la cauzione indietro non è così semplice. L’utente infatti deve essere titolare di un conto corrente, ma se si tratta in condominio a chi lo si intesta? E chi le fa le ripartizioni degli spiccioli restituiti?
Come è noto, dichiarano dall’ufficio stampa, Publiacqua si è dotata di un sistema informatico di grande valore e innovazione. Per ora però, questo è servito solo a scoprire ben 18.703 mancati pagamenti, alla cui riscossione penserà Infotirrena S.r.l.

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