Blitz Marson: meno poteri ai Comuni in materia urbanistica

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Blitz Marson: meno poteri ai Comuni in materia urbanistica
di Alessio Gaggioli
L’aveva detto. E alla fine, con un blitz, l’ha fatto. L’assessore regionale all’urbanistica Anna Marson ha messo nero su bianco quanto annunciato nelle settimane scorse: la Regione vigilerà sui Comuni, sui regolamenti urbanistici che in alcuni casi hanno «bruciato» le previsioni pluriennali dei piani strutturali e l’autonomia che in diverse zone della Toscana sarebbe sfuggita al controllo. Tutto questo è contenuto in poche righe. In una variazione al Dpef (documento di programmazione economica e finanziaria) approvata con una delibera di giunta il 12 luglio. Nella quale si stabilisce «di rivedere e perfezionare la legge 1 del 2005 (quella con le norme per il governo del territorio) per quanto concerne le relazioni fra Regione, Province e Comuni in merito alla redazione e approvazione degli atti di pianificazione e governo del territorio, al fine di assicurare un corretto ed efficace rapporto fra piani strutturali e regolamenti urbanistici e di accompagnare le autonomie comunali con adeguati strumenti di indirizzo, monitoraggio e valutazione».
Ma perché si tratterebbe di un blitz? Perché questa modifica, secondo il Pdl, è venuta dopo la fase di concertazione con le parti sociali e le associazioni, compresa quella dei Comuni, l’Anci. L’ultimo tavolo prima della variazione che riporta poteri di controllo, indirizzo e valutazione sull’urbanistica in seno alla Regione si era tenuto il 21 giugno scorso. A rappresentare l’Anci era intervenuto il sindaco di Pontassieve Marco Mairaghi, ma di una simile (anche se annunciata sui giornali e in Consiglio regionale) variazione quel giorno non se ne parlò, come si legge sui verbali della riunione.
La mossa della Regione è preliminare. Ma con due certezze importanti: si farà in fretta (il Dpef dovrebbe essere approvato entro la fine di luglio) e ci sarà la revisione della legge 1 sul governo del territorio (per la felicità della Rete dei comitati toscani, era la prima loro richiesta ufficiale a Rossi e Marson). Con in più, scritti neri su bianco nel Dpef altri principi dell’inversione di tendenza nell’urbanistica toscana: il potenziamento del riuso e della riqualificazione dei volumi edilizi esistenti; la tutela del territorio rurale; la definizione del pianto integrato territoriale rendendo effettiva la salvaguardia, la valorizzazione e la riqualificazione dei paesaggio regionali e l’adeguamento degli strumenti conoscitivi dello stato del territorio regionale (in primis il progetto di una nuova cartografia).
Sulla carta insomma un bei giro di vite alla nuova edilizia. Un blitz — dove è stata cancellata anche la soppressione delle Comunità Montane ma non un suo possibile «superamento» in favore delle Unioni dei Comuni — appunto, per il consigliere regionale del Pdl Nicola Nascosti: «Le Comunità Montane non saranno soppresse e con le Unioni dei Comuni nascerà una nuova sovrastruttura. Sull’urbanistica invece la “sovietizzazione” tanto temuta dal presidente della Provincia di Firenze Andrea Barducci, si è realizzata con il commissariamento delle politiche urbanistiche dei Comuni, introdotto in un vero e proprio blitz dopo la concertazione a cui aveva partecipato anche l’Anci. La linea Marson è stata introdotta in maniera subdola». Per tutto il gruppo del Pdl però c’è di più in questo Dpef: «Una crisi istituzionale senza precedenti». «La giunta — ha detto il capogruppo Alberto Magnolfi — ha portato avanti la concertazione infrangendo le regole statutarie. Rossi contravvenendo allo statuto non ha presentato al tavolo delle parti sociali ed economiche gli atti di indirizzo del consiglio. Così si inficia la procedura. Ci riserviamo di impugnare il tutto davanti alla commissione di garanzia».

di Alessio Gaggioli, dal Corriere Fiorentino

L’aveva detto. E alla fine, con un blitz, l’ha fatto. L’assessore regionale all’urbanistica Anna Marson ha messo nero su bianco quanto annunciato nelle settimane scorse: la Regione vigilerà sui Comuni, sui regolamenti urbanistici che in alcuni casi hanno «bruciato» le previsioni pluriennali dei piani strutturali e l’autonomia che in diverse zone della Toscana sarebbe sfuggita al controllo. Tutto questo è contenuto in poche righe. In una variazione al Dpef (documento di programmazione economica e finanziaria) approvata con una delibera di giunta il 12 luglio. Nella quale si stabilisce «di rivedere e perfezionare la legge 1 del 2005 (quella con le norme per il governo del territorio) per quanto concerne le relazioni fra Regione, Province e Comuni in merito alla redazione e approvazione degli atti di pianificazione e governo del territorio, al fine di assicurare un corretto ed efficace rapporto fra piani strutturali e regolamenti urbanistici e di accompagnare le autonomie comunali con adeguati strumenti di indirizzo, monitoraggio e valutazione».

Ma perché si tratterebbe di un blitz? Perché questa modifica, secondo il Pdl, è venuta dopo la fase di concertazione con le parti sociali e le associazioni, compresa quella dei Comuni, l’Anci. L’ultimo tavolo prima della variazione che riporta poteri di controllo, indirizzo e valutazione sull’urbanistica in seno alla Regione si era tenuto il 21 giugno scorso. A rappresentare l’Anci era intervenuto il sindaco di Pontassieve Marco Mairaghi, ma di una simile (anche se annunciata sui giornali e in Consiglio regionale) variazione quel giorno non se ne parlò, come si legge sui verbali della riunione.

La mossa della Regione è preliminare. Ma con due certezze importanti: si farà in fretta (il Dpef dovrebbe essere approvato entro la fine di luglio) e ci sarà la revisione della legge 1 sul governo del territorio (per la felicità della Rete dei comitati toscani, era la prima loro richiesta ufficiale a Rossi e Marson). Con in più, scritti neri su bianco nel Dpef altri principi dell’inversione di tendenza nell’urbanistica toscana: il potenziamento del riuso e della riqualificazione dei volumi edilizi esistenti; la tutela del territorio rurale; la definizione del pianto integrato territoriale rendendo effettiva la salvaguardia, la valorizzazione e la riqualificazione dei paesaggio regionali e l’adeguamento degli strumenti conoscitivi dello stato del territorio regionale (in primis il progetto di una nuova cartografia).

Sulla carta insomma un bei giro di vite alla nuova edilizia. Un blitz — dove è stata cancellata anche la soppressione delle Comunità Montane ma non un suo possibile «superamento» in favore delle Unioni dei Comuni — appunto, per il consigliere regionale del Pdl Nicola Nascosti: «Le Comunità Montane non saranno soppresse e con le Unioni dei Comuni nascerà una nuova sovrastruttura. Sull’urbanistica invece la “sovietizzazione” tanto temuta dal presidente della Provincia di Firenze Andrea Barducci, si è realizzata con il commissariamento delle politiche urbanistiche dei Comuni, introdotto in un vero e proprio blitz dopo la concertazione a cui aveva partecipato anche l’Anci. La linea Marson è stata introdotta in maniera subdola». Per tutto il gruppo del Pdl però c’è di più in questo Dpef: «Una crisi istituzionale senza precedenti». «La giunta — ha detto il capogruppo Alberto Magnolfi — ha portato avanti la concertazione infrangendo le regole statutarie. Rossi contravvenendo allo statuto non ha presentato al tavolo delle parti sociali ed economiche gli atti di indirizzo del consiglio. Così si inficia la procedura. Ci riserviamo di impugnare il tutto davanti alla commissione di garanzia».

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