23 settembre 2018

Bilanci artificiosi per la privatizzazione di Ataf. I Cobas portano i documenti in procura

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Riceviamo dai Cobas Ataf e volentieri pubblichiamo

Lo scorso 1°giugno 2012, abbiamo consegnato alla Procura della Repubblica, un plico contenente documenti anonimi, recapitati all’interno di una busta spedita tramite posta prioritaria, alla nostra sede di Firenze in via Ragazzi del 99.

Tali documenti riguardano notizie dettagliate e circostanziate sulle modalità di rendicontazione del bilancio 2010 e 2011 della società Ataf s.p.a. ed in particolare su crediti per titoli di viaggio, crediti per sanzioni non riscosse, aliquote di ammortamento e risconti dei contributi in merito ai finanziamenti pubblici degli autobus, ecc. ecc. che secondo lo/gli estensore/i del documento sarebbero stati modificati artificiosamente per rendere la società Ataf s.p.a. più appetibile sul mercato in previsione di una futura vendita.

Anche stavolta crediamo fortemente che per far chiarezza al più presto circa la vendita del ramo di Ataf s.p.a., sia necessario l’intervento degli organi preposti in quanto, la nostra organizzazione sindacale non ha la capacità “miracolosa” dell’advisor a cui si è affidata Ataf s.p.a. per inventariare in pochi giorni tutto il patrimonio, analizzare i bilanci aziendali e determinare il valore della più grande azienda di trasporto della Toscana.

Ovviamente, in merito al sopraccitato plico, siamo costretti ad esimerci dal commentare i contenuti in quanto potrebbero contenere elementi di reato che non è nostra competenza giudicare.

Non saranno inoltre sfuggite al Procuratore, le esternazioni a mezzo stampa dell’A.D. di Trenitalia (società anch’essa partecipante alla gara per l’acquisto del ramo di Ataf s.p.a.) in merito a presunte irregolarità nella formazione del bando di gara per la vendita che viene addirittura definita ”…pazzesca”. Non sappiamo infatti, a cosa si riferisse nell’affermare “…tra una settimana ci divertiremo” (Repubblica 6/4/2012).

Certo è che non vorremmo essere nei panni del Collegio dei Sindaci Revisori dei conti, chiamati a verificare non solo numeri o criteri nuovi di formazione dei bilanci ma anche a garantire moralmente che il patrimonio pubblico non venga svenduto al privato, come potrebbe accadere ad esempio se i finanziamenti per milioni di euro ricevuti da Ataf s.p.a. per l’acquisto di bus nuovi, che regione e provincia hanno erogato grazie ai contributi dei cittadini, finissero in una società oppure in un’altra.

Non passeranno notti tranquille neanche i sindaci dei comuni proprietari di Ataf s.p.a. che con noncuranza hanno lasciato gestire tutta la vicenda dell’azienda fiorentina ad un sindaco che si ispira ai metodi del Machiavelli.

Porranno maggior attenzione stavolta i primi cittadini, ad approvare il bilancio di una società di cui anch’essi sono proprietari? O penseranno che l’essere in minoranza li autorizzi a chiudere gli occhi ordinando l’approvazione delle fasi attuative della cessione del ramo d’azienda in barba alle norme che regolano gli appalti pubblici e al finanziamento per l’acquisto di nuovi autobus? Come potranno accettare che alla fine di questa ennesima forzatura per la vendita di Ataf, si ritrovino a pagare maggiormente il costo del servizio?

Firenze 5 giugno 2012

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