Biagioni a Rossi: "Non possono esistere CIE umani"

image_pdfimage_print

Riceviamo e pubblichiamo

Lettera aperta a Enrico Rossi, candidato a Presidente della Regione Toscana

“Egregio Presidente” (futuro nel suo caso), diceva Boris Vian nella canzone “Il disertore”, “(…) non ce l’ho con lei”… ed io posso affermare sicuramente la stessa cosa. Anzi, sto cercando di darmi valide motivazioni per votarLa nelle elezioni di fine marzo.
Occorre, però, perché riesca a portare a buon fine questa mia intenzione, che Lei non si avventuri su terreni che evidentemente non conosce, forse perché troppo preso dai suoi impegni in campo sanitario.
Ho letto infatti su La Repubblica che sarebbe favorevole alla realizzazione di un Centro di Identificazione ed Espulsione in Toscana purché abbia regole nuove e rispetti i diritti. Ed ha aggiunto anche che i Centri dovrebbero essere in grado di offrire una regolarizzazione attraverso l’inserimento lavorativo [si tratta di frasi virgolettate].
Ebbene, verrebbe voglia di dire: ma in che mondo vive? Per caso, crede ancora alle favole?
Vi è infatti una vastissima documentazione (testimonianze, filmati, reportages giornalistici, documenti di giuristi etc.) su cosa sono e come funzionano i Centri di detenzione per immigrati irregolari (i CPT Centri di Permanenza Temporanea di un tempo, divenuti, con i recenti peggioramenti alla legge Bossi Fini, CIE Centri di Identificazione ed Espulsione -, nei quali la permanenza è sempre meno temporanea da un mese siamo ormai arrivati a 18 mesi come limite massimo di detenzione, si badi bene senza aver commesso alcun reato -). E vi è anche un’ampia relazione redatta da una Commissione istituita dal Governo Prodi durante la sua seconda breve esperienza, la Commissione De Mistura, composta da tecnici, esperti, esponenti del volontariato e dell’associazionismo, tutte persone sensate e ragionevoli, non certo pericolosi sovversivi. Ne veniva fuori un quadro dei CPT assai preoccupante (e da allora la situazione non ha fatto che peggiorare, in sintonia con i provvedimenti sempre più razzisti del Governo Berlusconi).
Recentemente, in un Convegno di giuristi tenuto significativamente a Lampedusa, Ferrajoli ha riepilogato, nell’introduzione, le aberrazioni degli attuali provvedimenti rivolti ai migranti, a partire dal reato di clandestinità e dai centri di detenzione.
Come si fa allora a considerare i Centri quali punti di passaggio per l’inserimento lavorativo ed a sostenere che siamo d’accordo a farli, i Centri, purché siano rispettati i diritti? Il primo diritto da rispettare sarebbe indubbiamente quello di non essere reclusi per una semplice irregolarità amministrativa (si tratta dell’anomalia giuridica che sta alla base dei Centri e che in effetti sancisce l’esistenza di un diritto separato per i migranti). Credere a Centri umanamente accettabili è come ritenere che si possa, in qualche modo, umanizzare la tortura.
Le chiedo quindi di documentarsi in modo adeguato e le fornisco, in sintesi, 3 buone ragioni affinché possa riflettere e ripensare tutta la questione:
i CIE rientrano appieno anzi ne sono un cardine – nelle politiche di esclusione, di respingimento, di chiusura degli attuali governanti, politiche che contribuiscono in modo determinante allo sviluppo nel Paese di un razzismo sempre più diffuso e radicato;
i CIE sono un’aberrazione giuridica (al di fuori della Costituzione, secondo molti giuristi);
i CIE sono incompatibili con l’ispirazione di fondo della legge regionale sull’immigrazione (quella legge avversata dal Governo che riconosce alcuni elementari diritti anche ai migranti irregolari).
Se la Toscana – istituzioni e società civile attiva uniti come nel passato – continuerà a dire di no ai CIE darà un segnale importante per l’intero Paese, un segnale che può fare da punto di riferimento per quanti sul territorio cercano di contrastare, con esperienze volte a tutelare i diritti, i provvedimenti governativi ed il clima razzista. Prima che si arrivi ad una deriva irreparabile (a cui siamo, del resto, molto vicini).
Spero sinceramente che non voglia mettersi sulla scia degli amministratori e purtroppo ne esistono anche fra quelli di centro-sinistra che si pongono nell’ottica degli interventi securitari (le ordinanze contro i lavavetri, i mendicanti, i giocolieri e simili), con l’intento di captare così maggiori consensi e non accorgendosi di dare soltanto basi più solide alle politiche del Governo.
Può anche darsi che nelle sue affermazioni si sia ispirato alla furbizia di Bertoldo, che non trovava mai l’albero di suo gradimento a cui avrebbero dovuto impiccarlo, e cioè che abbia voluto dire no al CIE ponendo una condizione impossibile (quella di un Centro in cui vengono rispettati i diritti).
Ebbene, Le dico comunque che non è tempo di furbizie ma di affermazioni chiare e nette, che diano il senso di un preciso impegno per una decisa inversione di rotta rispetto al degrado attuale.

La saluto cordialmente.

Moreno Biagioni

0 Comments

  1. Derres Araia

    Gent.mo Assessore Enrico Rossi,
    dopo aver letto sul quotidiano La Repubblica le sue dichiarazioni su centro di identificazione ed espulsione, ho accusato un colpo alla schiena. Non me la aspettavo da Lei. Ha fatto un’ottimo lavoro nella sanità e siamo pronti a sostenerla. Non ci deluda. Sono in perfetta sintonia con cio’ che ha scritto Moreno Biagioni. Vorrei solo ripetere le parole di Moreno, come appello: “non si avventuri su terreni che evidentemente non conosce”.
    Cordiali saluti
    Derres Araia

    Reply
  2. paolo bertagnolli

    Gentilissimo Assessore Enrico Rossi, non sono uno dei suoi eventuali elettori in quanto risiedo in altra regione, ma la sua posizione sui Centri mi interroga e mi stupisce: che una persona di sinistra possa anche solo ipotizzare la loro creazione, mi meraviglia.
    Approfitto di questa mia per chiederle quale sia il suo parere sulla privatizzazione dell’acqua altro tema, per me, importante e forse anche per suoi eventuali elettori.
    Grazie
    Paolo Bertagnolli

    Reply

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *