Benvenuti a Villore

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Domenica 24 Settembre a Villore è stato festeggiato l’arrivo di due maialini di cinta senese, e si è svolta una votazione per scegliere i nomi: hanno vinto Ricciolo e Musetta su Silvio e Sugna. Nello stesso pomeriggio abbiamo fatto merenda e ascoltato alcune fiabe dal mondo.
In quell’occasione si è vissuto insieme un momento rappresentativo del progetto Villore: un luogo nel quale convivono l’accoglienza e l’attività agricola.
Ma come è nato il progetto Villore? Facciamo un po’ di storia. Dal 1995 l’associazione Il Muretto (editore di questo giornale, n.d.r.) ha in comodato gratuito dalla Parrocchia di Vicchio la Canonica adiacente alla chiesa di San Lorenzo a Villore, ed in affitto dall’istituto di sostentamento del Clero il podere Il Cerro, con circa 14 ettari di terreno annesso.
Sin dall’inizio di questa esperienza l’impegno maggiore è stato per il recupero della canonica e della casa di contadini nel podere, per renderle abitabili ed accoglienti dopo un lungo stato di abbandono.
I lavori sono andati avanti grazie all’aiuto di architetti e muratori volontari della comunità.
Recuperare questi ambienti aveva uno scopo preciso. In un incontro di qualche tempo fa dedicato a Villore emergevano chiaramente nella comunità gli obiettivi di sempre:
“L’idea era: da una parte creare un ambiente dove si cerca di costruire un’alternativa, con proposte concrete, ad una modalità di vita che non ci piace e dall’altra provare a dare una risposta alle difficoltà e alle emergenze sociali del quartiere, attraverso un legame sempre più approfondito con le Piagge. Gli obiettivi dunque sono sempre stati: stare insieme cercando di cambiare i nostri ritmi di vita, recuperare il rapporto con la terra attraverso l’esperienza agricola, far nascere la possibilità di uno spazio vitale di accoglienza.”
Ma quali sono le attività della comunità legate a Villore?
Intanto ci sono l’orto e l’oliveto, che producono verdure e olio destinati in parte alla vendita, e riforniscono anche il gruppo di acquisto solidale delle Piagge. Lo stesso avviene per le castagne e per il miele d’acacia, quest’anno di qualità tanto pregiata da partecipare ad un concorso.
E poi c’è l’accoglienza. Ogni anno per venti giorni viene riproposta un’esperienza estiva con circa quaranta ragazzi del quartiere Le Piagge, di età compresa tra i 6 ed i 15 anni, che così hanno la possibilità di socializzare, entrare in contatto con la natura e vivere un’esperienza di comunità.
Ma l’accoglienza non vuole limitarsi al periodo estivo o ad alcune domeniche come quella del 24 settembre: l’obiettivo è tornare a offrire accoglienza a persone in stato di necessità che vivono all’interno del quartiere Le Piagge, come è già avvenuto in passato.
In passato, perché a Villore il discorso accoglienza è un po’ cambiato dopo che, qualche anno fa, le due famiglie che vivevano lì e gestivano l’accoglienza di persone in difficoltà se ne sono andate per seguire altri percorsi analoghi.
Simone, che già abitava a Villore, ha confermato la sua scelta ed è stato affiancato da Fabrizio e Chiara che hanno scelto di vivere al casale per una parte del loro tempo. La parte agricola del progetto così è potuta andare avanti, come le altre attività che coinvolgono i ragazzi.

L’accoglienza di persone con un disagio si è ridotta per tempi e numeri: oggi coinvolge chi ha situazioni quotidiane difficili personali e/o familiari, chi esce da problemi di dipendenza e ha bisogno di un nuovo inizio positivo, chiunque insomma abbia bisogno per un po’ di ‘staccare’.
In conclusione Villore è un progetto che vive della volontà e della disponibilità di tutti coloro che ci credono: da quelli che hanno scelto di abitarci a quelli che sono stati presenti solo in alcuni momenti.
Con tutte queste informazioni vi chiederete a questo punto dove sia, questo Casale di Villore. Si trova nel Mugello, non lontano da Vicchio, in mezzo al verde di campi, boschi e castagneti. Ci fate un salto?

0 Comments

  1. cristian

    ottimo..bel progetto, se si riuscisse a farci vivere i contadini bene come una volta nelle montagne e dare loro un reddito starebbero meglio in campagna a lavorare che in una fabbrica o in un ufficio e magari come adesso messi in cassa integrazione o licenziati!! Viva la campagna…e lagricoltore custode del territorio! Che le amministrazioni aiutino le frazioni……

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