Bellosguardo, tra speculazioni e scavi archeologici. Parla il Comitato

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Sara Capolungo per l’Altracittà

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il complesso di via Arnoldi come sarà

Prendete una collina di “particolare interesse culturale”, già cara a Foscolo e Galileo, aggiungete redditizi interessi privati e quanto basta di noncuranza (o compiacenza?) pubblica, e avrete la ricetta perfetta dell’affaraccio di Bellosguardo. E’ proprio su questa collina, super vincolata, che sono appena ripartiti i lavori per la costruzione di 25 appartamenti, in attuazione del programma nazionale “Ventimila case in affitto” del 2001, recepito da Regione, Comune e Provincia. Un terreno reso edificabile grazie ad una variante urbanistica, a patto della costruzione di alloggi ad affitto calmierato per i cittadini. Insomma, uno scambio di reciproche concessioni tra pubblico e privato, con vantaggi per entrambi.

“Ma quale canone calmierato!” sbotta Stefano Quadri del Comitato di via Arnoldi. “Andate a vedere sul sito della ditta, la Giudici Costruzioni e vedrete che stanno promuovendo solo appartamenti privati a prezzo di mercato” anche perché, come precisa il consigliere comunale Tommaso Grassi: “I termini per accedere al programma dell’affitto agevolato sono scaduti”.

La vicenda ha inizio nel 2005, quando i cittadini si oppongono alla costruzione di appartamenti alti tre piani, con cantine sottoterra che danneggiano una collina di alto pregio e di antica, gloriosa, storia. “Ma lo sanno che qui venne il Foscolo a scrivere ‘Le Grazie’ nel 1812? Oppure vogliamo parlare di Galileo che soggiornò qui nel Seicento? O della permanenza di Montale? Come se non bastasse, pochi giorni fa sono stati rinvenuti reperti di età romana: un pozzo, dei muri a retta e dei monili. Da un lato scavano con le ruspe, dall’altro usano il pennello”, s’infervora Quadri, che tradisce nella voce tutto l’affetto per questo luogo, ma anche la rabbia di chi si batte da anni contro quello che definisce “uno scempio compiuto nell’assoluto silenzio”.

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reperti romani nel cantiere

“Ma non pensiate che siamo cittadini cattivi, di quelli che non vogliono nuove costruzioni nel proprio orticello – precisa. Le nostre case non possono superare i due piani e noi non possiamo neanche mettere i pannelli solari sul tetto. Vorremmo semplicemente il rispetto delle regole, da parte di tutti”. E infatti il Tar, nel 2006, accoglie il ricorso del Comitato prevedendo l’annullamento della variante urbanistica e delle autorizzazioni a costruire. Motivi? Mancato rispetto delle norme regionali in materia e numero di “alloggi pubblici” non sufficienti a giustificare il sacrificio del paesaggio, già sancito all’art.9 della Costituzione. Insomma, troppi regali al privato.

Ma il Consiglio di Stato nel 2009 ha ribaltato la decisione del Tar, riconoscendo all’impresa costruttrice la richiesta di “non operare in perdita”. Certo, è legittimo per il privato perseguire il profitto; ma, in realtà, questo bisogno è già abbondantemente soddisfatto dalla versione fiorentina del programma “Ventimila case in affitto”: ampi rimborsi dei costi di costruzione, sconti sull’ICI e sugli oneri di urbanizzazione, nonché la possibilità di realizzare trecento alloggi di edilizia privata.

Per non parlare dell’opportunità di costruire su terreni acquistati a prezzi stracciati perché non edificabili, fino all’approvazione della variante. Con il giochetto del cambio di destinazione d’uso del terreno, in un sol colpo, l’impresa si aggiudica un bel guadagno, ed ecco servita la speculazione edilizia. Il progettista del complesso di via Rnoldi era Riccardo Bartoloni (allora presidente dell’Ordine degli Architetti) e il costruttore Lorenzo Giudici, entrambi inquisiti per lo scandalo Quadra. Un sistema di potere formato da politici, tecnici, dipendenti comunali che disponevano su quanto e chi potesse operare in città,  con buona pace dell’interesse pubblico a cui avrebbe dovuto ispirarsi il mandato dell’allora sindaco Domenici, dell’assessore all’urbanistica Biagi, indagato per lo scandalo Castello, e altri numerosi politicanti.

E con la nuova giunta è migliorata la situazione? “L’assessore Massimo Mattei, l’unica volta che siamo riusciti ad incontrarlo ci assicurò: “Dateci un cavillo (burocratico) e fermeremo tutto”. Noi di cavilli ne abbiamo dati in quantità, ma stiamo ancora aspettando il blocco dei lavori” ricorda Stefano Quadri. “Inoltre il 5 agosto scade l’autorizzazione ai lavori della Soprintendenza, concessa cinque anni fa, che è improrogabile e inderogabile. E le stesse autorizzazioni rilasciate dal Comune, connesse alla realizzazione di residenza agevolata, sono scadute. Come può ora, il Comune, consentire normali edificazioni private?”, si domandano il consigliere comunale Grassi e quello di quartiere Bencivenni. Insomma, a conti fatti, più che di edilizia agevolata, sembra un’operazione di speculazione agevolata.

E il sindaco Renzi? “Durante la campagna elettorale, aveva promesso ‘non un metro cubo di cemento in più, o mi sbaglio?” s’interroga il Quadri. Ebbene sì, la ricordiamo tutti la promessa. Il Comitato di via Arnoldi, ma anche gli altri comitati e tutti i fiorentini che in questi giorni si impegnano e si battono per un futuro piano strutturale svincolato dalla morsa degli interessi privati ed economici, dei soliti noti, a dispetto dell’interesse pubblico. E tutti attendiamo la risposta del ragazzo di Rignano, che aveva anche garantito discontinuità rispetto alla giunta Domenici. Non ci resta che aspettare, sperando poi di non dover piangere.

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