Bellosguardo, il sindaco parla su tutto ma tace sullo scempio della collina

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il cantiere

Sara Capolungo per l’Altracittà

È impossibile non vederlo. Il faccione del sindaco Renzi, anche in questi giorni, ha imperversato su molte tv locali e nazionali. Si è affannato, dal teleschermo, per far conoscere le proprie dirompenti opinioni (sulla festa dei lavoratori, sul ruolo del sindacato, ecc.) e per rilanciare l’intenzione rottamatrice della vecchia e logora politica. Ma, evidentemente, il giovane amministratore non si è ancora del tutto emancipato da stantie abitudini degne del più vecchio politicante. Continua, infatti, a tacere mentre una delle più belle colline di Firenze, quella di Bellosguardo, subisce l’assalto indisturbato di ruspe e cemento. Su questa collina super vincolata, dato il valore paesaggistico- culturale, prosegue la costruzione di 25 appartamenti. Peccato però che gli alloggi in questione siano doppiamente fuori regola: innanzitutto perché dovevano essere a canone calmierato, in quanto la loro costruzione è stata concessa a seguito di una variante urbanistica; e poi perché l’autorizzazione paesaggistica è scaduta ai primi di settembre.
Sul primo aspetto, già a luglio (http://www.altracitta.org/2010/07/23/bellosguardo-tra-speculazioni-e-scavi-archeologici-parla-il-comitato/) Stefano Quadri del comitato di via Arnoldi era stato molto chiaro: “Ma quale canone calmierato! Andate a vedere sul sito della ditta, la Giudici Costruzioni e vedrete che stanno promuovendo solo appartamenti privati a prezzo di mercato”. Anche perché, già allora, i termini per accedere al programma dell’affitto agevolato erano scaduti.
Sull’autorizzazione paesaggistica siamo, invece, di fronte all’assurdo: nessuna risposta del sindaco, con delega all’urbanistica, neppure alla lettera del Garante regionale della comunicazione del governo del territorio, Massimo Morisi, che sottolinea sette questioni che meriterebbero “uno specifico ulteriore accertamento da parte delle Amministrazioni competenti della piena congruità degli atti”. La lettera, spedita il 12 gennaio, ribadisce quello che da tempo sostiene il comitato di via Arnoldi,ovvero la mancanza dell’autorizzazione paesaggistica e l’impossibilità di costruire opere di urbanizzazione primaria, come ad esempio le fognature. “L’autorizzazione è scaduta il 6 settembre – precisa Stefano Quadri – ma nel frattempo si è continuato a costruire. Non si sono fermati nemmeno di fronte al ritrovamento di reperti archeologici, romani e medievali. È intervenuta la Soprintendenza, che ha delimitato l’area e iniziato una campagna di scavo, ma tutt’intorno è proseguita la cementificazione. Inoltre – continua Quadri – non ci sono gli accessi per le necessarie opere di urbanizzazione primaria. A parte una sola strada, ma è privata”.
La sensazione dei cittadini, che oramai è diventata quasi una certezza, è quella di un’amministrazione riluttante: “Non vogliono affrontare il problema e non ci forniscono nessuna risposta. Anzi. Alcuni giorni fa si doveva riunire la commissione urbanistica, ma è stata di nuovo rimandata, al 9 maggio”. La cementificazione della collina, nel frattempo, ha superato i ristretti confini cittadini per approdare anche in Parlamento: gli onorevoli Amato (PdL) e Bucchino (PD) hanno presentato due interrogazioni parlamentari, che ancora attendono risposta. Ma anche Salvatore Settis, nel suo ultimo volume “Paesaggio, Costituzione, Cemento: la battaglia per l’ambiente, contro il degrado civile” addita la vicenda fiorentina come un tragico esempio di cementificazione e manomissione del paesaggio: “Eppure continuiamo a violentare il nostro paesaggio creandovi maldestre approssimazioni alle periferie urbane di altri continenti… Vedremo proseguire, in nome di un presunto interesse collettivo, la stolta cementificazione della collina di Bellosguardo presso Firenze, area di vincolo paesaggistico e storico artistico…”

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