Basta con le spese militari! Il 4 novembre abbracciamo le caserme

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Alessia Benelli per l’Altracittà

A Firenze torna l’attivismo nonviolento: il 4 e 5 novembre si terranno due iniziative “per dire no alle folli spese militari di questo Paese (27 miliardi di Euro nel 2010), si alla riconversione dell’industria bellica, no alle guerre umanitarie, si alla difesa popolare nonviolenta”. Questo si legge nel volantino che promuove le iniziative, organizzate da Fucina per la Nonviolenza, Comunità delle Piagge, G.A.N. Firenze, lista di cittadinanza perUnaltracittà e Comitato Fiorentino Fermiamo la Guerra.

Venerdì 4 novembre alle 17.30 i manifestanti formeranno una catena umana intorno alla caserma del Comando militare regionale in Piazza San Marco, e nello stesso momento in altre città italiane si svolgeranno iniziative simili. L’idea nasce da un gruppo di firmatari dell’appello di Alex Zanotelli  (in questo momento – 25 ottobre 2011, ore 15.35 – già 13.465 persone l’hanno sottoscritto), che si sono ritrovati in Assemblea dopo la Marcia Perugia-Assisi dello scorso settembre e hanno pensato di organizzare per il 4 novembre, giornata delle forze armate, manifestazioni di condanna alle spese militari e alla militarizzazione del territorio.

Sabato 5 novembre invece alla sede della Comunità dell’Isolotto in via degli Aceri sempre a Firenze dalle 11,00 e per tutto il giorno, si terrà un’assemblea nazionale dei nonviolenti per dar forma a “Infilaindiana”, un’iniziativa nonviolenta per il prossimo anno.

Sembra che il movimento nonviolento fiorentino, e più in generale italiano, stia riscoprendo una seconda giovinezza. Il 2011 è un anno particolare per il pacifismo: ricorre il 50esimo anniversario della marcia per la pace Perugia-Assisi. Era il 24 settembre 1961 quando si tenne la prima marcia su iniziativa di Aldo Capitini, che riuscì a coinvolgere numerosi intellettuali e personalità del mondo della cultura come Norberto Bobbio, Italo Calvino, Guido Piovene, Renato Guttuso… Allora per la prima volta si videro sventolare le bandiere arcobaleno con la scritta “pace”.

«La nonviolenza non può non essere opposizione alla società esistente, che pratica scopertamente la violenza oppure si basa su una violenza (oppressione e sfruttamento) cristallizzata nel tempo, e solo apparentemente estranea alla violenza», scriveva Capitini subito dopo la marcia. Affermazione sempre attualissima, anzi, ancora più vera adesso, se si considera che l’uomo in se stesso ormai è un concetto marginale nella nostra società, dominata dal capitalismo finanziario, che ha come parole d’ordine: efficacia, efficienza ed economicismo. La politica odierna è molto meno orientata all’umanesimo rispetto a quella degli anni ’60 e ’70, i suoi valori sono diventati quelli dell’economia finanziaria, sembra quindi avere un senso ancora più profondo intraprendere oggi una nuova lotta nonviolenta.

L’azione nonviolenta si lega poi ad una concezione deliberativa della democrazia, cioè le decisioni devono essere il frutto di un dialogo tra i soggetti interessati, viene rifiutato il criterio della maggioranza: l’obiettivo è quello di mettere tutti d’accordo. La nonviolenza esclude anche ogni forma di delegazione del potere: le decisioni devono essere prese solo dalle persone direttamente coinvolte. Né Capitini né Danilo Dolci, per citare un altro grande italiano pacifista, si presentavano come messia in grado di dare visioni esaustive del mondo, bensì riponevano un’importanza reale sull’ascolto dell’altro, pensavano appunto che le scelte dovessero essere prese a seguito di una discussione aperta sul tema in oggetto. Proponevano un modello di potere democratico alternativo, che bypassava il principale collettore tra stato e società: i partiti.

Ecco spiegato perché i movimenti pacifisti rifiutano le bandiere di partito. Anche gli organizzatori delle iniziative del 4 e 5 novembre invitano i cittadini a portare se stessi e lasciare a casa i simboli di partito.

In vista del 4 novembre il Comitato fiorentino sta facendo una serie di riunioni organizzative, ovviamente aperte a tutti. La prossima si terrà mercoledì 26 ottobre dalle 18 alla Comunità delle Piagge, in via Lombardia 1p.

0 Comments

  1. stefano collini

    Complimenti: era la manifestazione che aspettavo. Ci sarò anch’io e spero che vengano in tanti contro queste spese inutili, anacronistiche, dannose e incivili!

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