14 novembre 2018

Basta con gli aeroporti ridicoli. In Toscana sette spariranno grazie alla crisi.

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Non tutta la crisi viene per nuocere. Non ci sono più finanziamenti per sette piccoli aeroporti toscani. Fine ai sogni di gloria di tanti sindaci e amministratori locali incapaci di ragionare oltre il proprio campanile. Fine anche dell’abuso territoriale per opere inutili.

Nove aeroporti solo in Toscana; due soli definiti di interesse strategico dal piano nazionale: Pisa e Firenze. Il resto sono sette piccoli o piccolissimi scali che finora hanno vivacchiato. Adesso dovranno decidere cosa fare. Anzi, gli enti locali, la Regione, il Comune e le Provincie dovranno dire se intendono foraggiarli o meno. Lo Stato non darà niente, ci sta che possa farsi semmai farsi pagare i servizi.

Gli aeroporti toscani sono Siena-Ampugnano che, pur avendo progettato gli anni scorsi un ambizioso ampliamento, per ora resta sui 15 o 20 mila passeggeri; Grosseto che è un aeroporto militare con funzioni anche civili che però stentano a decollare, male accordandosi con un uso militare non logistico come accade a Pisa dove lo scalo militare convive con quello civile, ma operativi. Poi ci sono gli scali di Massa-Cinquale, che funziona solo da aeroclub, Lucca Tassignano che più o meno segue la stessa sorte nonostante sia stato comprato da una società russo cipriota che però adesso vuole disfarsene, quello di Arezzo – Molino Bianco anch’esso piccolissimo. Infine, l’aeroporto dell’isola d’Elba a Marina di Campo.

Essendo l’Elba meta di vacanze, quest’ultimo ha un suo mercato commerciale ma sostanzialmente ridotto ai tre mesi estivi, giugno, luglio, agosto. E’ anche nei desiderata della comunità europea che ha decretato l’utilità di un collegamento aereo per tute le isole Ue. Ma ci vorrebbero finanziamenti.

Fonte Repubblica

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