Banche armate. Accordo esemplare per il centrosinistra

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di Cristiano Lucchi
Esponente di Altracittà/Rete Lilliput*
[Repubblica, martedì 21 settembre 2004]

La mozione per un regolamento sulla finanza etica soddisfa quanti pensano che la costruzione della pace passi attraverso l´adozione di strumenti concreti, legati alla quotidianità, piuttosto che tramite dichiarazioni di principio. I comportamenti finanziari del Comune potranno essere governati in modo responsabile: grazie al nuovo regolamento i volumi di denaro che Palazzo Vecchio sposta non potranno più favorire banche che compaiono nella relazione governativa sul commercio d´armi. Saranno più difficili operazioni come quella del luglio scorso: 80 milioni anticipati al comune da Bnl, quarta «banca armata» italiana. Firenze sarà la prima in Italia a «far girare l´economia» su istituti di credito puliti, sostenitori delle imprese del territorio, che investono su progetti di sostenibilità sociale o ambientale. E´ interessante anche il metodo usato. Proposto da Ornella De Zordo, il regolamento etico ha visto confluire l´interesse di tutti i gruppi consiliari che si oppongono al berlusconismo. E´ dunque possibile costruire un´alternativa unitaria alle destre fondata non su alchimie politiche bensì su contenuti capaci di coinvolgere persone, partiti, movimenti. Presto sarà raggiunto un accordo tra la parte riformista e l´area della sinistra alternativa. All´obiettivo di battere Berlusconi deve sommarsi quello della realizzazione di programmi comuni sui temi legati alla giustizia sociale, al rispetto dei diritti, delle libertà tra le persone. Programmi partecipati in grado di costruire la pace attraverso una politica ed un´economia di giustizia. Contenuti già condivisi dall´elettorato che si oppone a Berlusconi, ma che faticano a tradursi in una progettualità comune all´interno del centro sinistra allargato. L´invito ai partiti, ma soprattutto a Martini e Leonardo, è di cogliere il valore esemplare della mozione sulla finanza etica e incoraggiare la costruzione di inediti laboratori politici.

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