23 settembre 2018

Bambini per sbaglio

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C’è un bambino che è veramente un bambino, neonato, arrivato per amore e per sbaglio nella vita di due giovanissimi che si arrabattano come possono per tirare avanti.
E c’è suo padre, un quasi-adulto che è rimasto bambino. Non nell’ingenuità, non nella leggerezza, ma in quel suo “Lavorare è da stupidi”, inconsapevole scelta di vita che porta con sé piccoli furti e grandi problemi. Fino a quando, spinto dai debiti e dalla voglia di guadagnare rapidamente qualcosa, decide di vendere il bambino. E lei lo scopre solo dopo. “Tanto ne facciamo un altro”, le dice. è a questo punto che il cielo gli crolla addosso e niente sarà più come prima.
Parla di una storia forte, di disagio vero, questo bel film dei fratelli Dardenne. Ne parla con un linguaggio semplice, scarno, sottolineato da una colonna sonora quasi inesistente, immagini essenziali, dialoghi minimali.
Fa pensare a un Raymond Carver trasferito in Europa, in un Belgio di periferia piena di “cruda realtà” e lontana anni luce da romanticismi e stereotipi.

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