Azzardo, boom in Toscana. Mille euro a testa ogni anno

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Nel 2010 spesi 3, 4 miliardi tra gratta&vinci e Superenalotto. Il record a Massa: più una zona è colpita da crisi e disoccupazione, più alte sono le giocate

di Maurizio Bologni da Repubblica Firenze

Gratta e vinci e Win for life, Superenalotto e Newslot, gli esperti dicono che l’azzardo di Stato ha affinato i propri strumenti ed è diventato assai più insidioso che in passato: la micro restituzione di denaro, in caso di vincita, non cambia la vita e induce il gesto automatico di “reinvestire” la somma nel gioco, innescando un circuito vizioso senza fine. E le cifre raccontano che la Toscana è impazzita nell’azzardo di Stato: nel 2010 in regione sono stati spesi quasi 3,4 miliardi di euro per giocare svariati tipi di schedina al bar o in ricevitoria, nei punti di contatto che si stanno diffondendo capillarmente, dai supermercati alle mense aziendali fino ai totem per strada. La “fortuna” — si fa per dire — ti aspetta sotto casa, ad ogni angolo di strada, quando fai la spesa o sei al lavoro. E bisogna considerare che questo dato impressionante — 3,4 miliardi, mille euro per ogni toscano — non include la spesa in scommesse online come il poker.

I dati raccontano anche altro. Ed è la conferma di quanto si afferma da tempo: più un territorio è economicamente depresso, afflitto da crisi aziendali e disoccupazione, più la disperazione induce a tentare la fortuna del gioco d’azzardo delle mille e più schedine. Non è un caso, probabilmente, che nel 2010 la provincia toscana più incline al gioco d’azzardo di Stato sia stata quella di Massa Carrara, colpita da una vasta e profonda crisi, ma anche — si fa notare in positivo — contagiata da una folata di ottimismo e di entusiasmo dopo la vincita record di 148 milioni regalata dal Superenalotto nell’agosto 2009 al paesino di Bagnone. Ciascun cittadino della provincia di Massa Carrara ha in media giocato in un anno la somma record di 1.189 euro per un totale di quasi 236 milioni di euro (Massa Carrara è quindicesima nella classifica nazionale della spesa pro capite in gioco d’azzardo pubblicata ieri da Il sole24 ore). Seguono Lucca (1.155 la spesa pro capite e 435 milioni il totale), Livorno (1.127 pro capite, oltre 270 milioni totali), Pistoia (1.026 pro capite e 281 milioni totali), Prato (961 euro e 224 milioni totali), Arezzo (945 euro per un totale di 312 milioni), Firenze (888 euro pro capite per un totale di 851 milioni), Grosseto (833 euro pro capite per un totale di 180 milioni), Siena (807 euro per 209 milioni totali) e Pisa (728 euro pro capite e totale 285 milioni).

Il fatto è che la “fortuna” non smette mai di strizzare l’occhio alla gente. Lo fa nei punti vendita sotto casa. Ma anche attraverso la comunicazione di reboanti vincite, che si succede con cadenzata regolarità. Ieri, ad esempio, è stata diffusa la notizia di una vincita favolosa al Gratta e Vinci nell’area di servizio di Badia al Pino sul tratto aretino dell’autostrada del Sole. Baciato dalla dea bendata un trentenne, che si è assicurato una rendita da 10mila euro al mese per 20 anni, più 500mila euro subito e un bonus finale di 100mila euro. «Oltre alle vincite con la rendita — spiega una nota stampa — Vivere alla Grande ha distribuito dal giorno del suo lancio oltre 267,3 milioni di euro con i premi da 10 a 100.000 euro. Dall’inizio dell’anno — aggiunge la nota — sono ben 8 i neoPaperoni che in Toscana hanno vinto premi da 500 mila a 5 milioni di euro. Complessivamente nel 2011 Gratta e Vinci nella regione ha distribuito oltre 151 milioni di euro in vincite, con un incremento del 24% rispetto allo stesso periodo del 2010». Quanto ha incassato, il comunicato però non dice.

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