Ataf privata, "quelli dell'acqua" dicono no e propongono di fare un comitato

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l'autobus di cartone dei lavoratori Ataf in protesta

Riceviamo e pubblichiamo

Tutti insieme contro la privatizzazione dell’ATAF, per un’altra mobilità (ed un’altra città) possibili

Nei recenti referendum la maggioranza delle elettrici e degli elettori ha indicato in modo chiaro e netto che non possono essere il mercato ed il profitto a regolare quanto riguarda i beni comuni. E’ stato affermato per l’acqua, ma i 26 milioni di sì all’abrogazione della Legge Ronchi portano con sé la richiesta di una riappropriazione dei servizi pubblici essenziali da parte dei cittadini.

Dire no alla privatizzazione dell’ATAF non è una questione solo interna, che riguarda chi in quell’azienda lavora, chi la dirige, chi ha dato la direttiva di privatizzarla, ma di tutti i cittadini.

Il mezzo pubblico – sia esso tranvia, autobus, bussino – è uno strumento essenziale per liberare la città dal traffico privato e per assicurare una mobilità che non provochi inquinamento e guasti irreparabili alla salute. Obiettivi che non si conciliano assolutamente con l’affidamento ai privati dell’azienda che ha il compito di raggiungerli.
Una mobilità non inquinante e garantita a tutte/i è un fattore determinante per la vivibilità della città e costituisce, di conseguenza, un bene comune: perciò è nell’ambito pubblico che devono rimanere gli strumenti che vi si riferiscono.

Questa lotta deve trovare il sostegno pieno di tutte le realtà – di movimento, sociali, politiche, culturali – e di tutti coloro che si sono battuti e si battono per i beni comuni, per la partecipazione, per i diritti di chi lavora, per un’idea di città non piegata agli interessi ed ai voleri dei poteri forti (e non “consegnata al “mercato” attraverso le privatizzazioni).

Proponiamo quindi di costituire un Comitato, che comprenda quanti – soggetti collettivi e singole persone – condividono la necessità di attivarsi contro la privatizzazione dell’ATAF per proporsi di:
– informare la cittadinanza su tale azione,
– promuovere occasioni di dibattito e di confronto sul tema della mobilità e dell’importanza del servizio pubblico (per far sì che la mobilità non sia inquinante e venga concretamente garantita a tutte/i),
– sostenere in varie forme le iniziative dei lavoratori di ATAF,
– unire tutte le iniziative e le proposte per affermare una “società dei beni comuni” che faccia della nostra città una comunità in cui la partecipazione dei cittadini interviene a regolare i servizi pubblici essenziali per la vita di tutti.
Per un’altra mobilità (ed un’altra città) possibili!

Ci diamo appuntamento per un primo incontro MARTEDI 19 luglio alle ore 21.15 presso la RSU ATAF in viale dei Mille 113.

Comitato di Firenze Acqua bene comune

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