21 novembre 2018

Ataf, il giorno più lungo: sciopero e contestazione. Scontro azienda-sindacati.

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il diret­tore generale dell’azienda di viale dei Mille Filippo Allegra si è dimesso dalla presidenza di Gest, la società di gestione della tramvia. La decisione di Allegra, che in azienda sembra fosse nell’aria da tempo, è sta­ta formalizzata ieri. Il direttore generale di Ataf con questa mossa, ha voluto sgombrare il campo da un possibile conflit­to di interessi, dal momento che Ataf è azionista di Gest, una spa indipendente che do­vrà trattare con l’azienda parte­cipata da Palazzo Vecchio gli aspetti anche economici della gestione della tramvia. Questo doppio ruolo avrebbe potuto creare imbarazzi sia al mana­ger che ai soci pubblici e priva­ti delle due società. Il nome del suo successore dovrebbe usci­re dal cda dell’azienda di viale dei Mille, il nuovo presidente di Gest infatti potrebbe essere quel Michele Lella, ex ammini­­stratore delegato di Fiorentina­gas e membro del consiglio di amministrazione di Eni.

Allegra e la presidente di Ataf Maria Capezzuoli oggi do­vranno fare i conti con lo scio­pero di 4 ore indetto dai sinda­cati confederali che si sovrap­pone a quello di 24 proclamato dai Cobas. Un doppio sciopero che però lascerà a piedi i pas­seggeri anche domani, primo maggio. L’azienda infatti non è riuscita a trovare un accordo con i sindacati e diversamente dall’anno scorso, nemmeno il numero sufficente di autisti vo­lontari. Questo a causa di un muro contro muro — dirigen­za/ rappresentanti dei lavorato­ri — che anche gli autisti più «anziani» non ricordano. Og­gi, mentre i Cobas preparano presidi di protesta rumorosi, con tanto di amplificatori e fu­mogeni (senza escludere un al­tro blitz negli uffici come suc­cesso già in passato e che ha fatto scattare sanzioni discipli­nari e multe) i confederali han­no preparato dei volantini con il viso di Allegra e Capezzuoli che saranno attaccati a dei pal­loncini con su scritto: «Buon viaggio». «Lo sciopero è stato indetto — spiega Alessandro Carmignani della Cgil — di fronte alla miopia aziendale che dichiara di voler aprire un tavolo di trattativa e poi disdet­ta gli accordi sindacali, conqui­stati con fatica e lotta dai lavo­ratori ». «Se non avessero pre­so questa decisione unilaterale — dice Cristiano Sabatini della Uil — di autisti per il primo maggio ne avrebbero trovati 200». «L’atteggiamento dei sin­dacati — ribatte Capezzuoli — è conservatore, fa riferimento a un modello di società che non esiste più». Il presidente della Provincia e candidato a sindaco Matteo Renzi infine ri­badisce: «Questa situazione è la dimostrazione di quello che vado dicendo da due anni: Ataf è una delle prime cose che do­vremo cambiare, una emergen­za su cui lavorare. Prima delle facce nuove c’è bisogno delle li­nee nuove».

Alessio Gaggioli per il Corriere Fiorentino

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