Ataf ai privati, il bando è ufficiale. Ma qualcosa non torna

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eccetto quelle in Tram di Firenze e Firenze Parcheggi.
In vendita ci sono circa 400 mezzi e i 1.300 dipendenti dell’azienda, rimarranno in una società pubblica (che manterrà una decina di lavoratori al massimo) i beni immobili, paline comprese.
Le aziende interessate avranno 35 giorni di tempo per qualificarsi. Solo dopo quel momento sarà bandita la gara vera e propria con la base d’asta (il presidente di Ataf Bonaccorsi aveva parlato di una cifra oscillante fra i 6 e gli 8 milioni di euro, la cifra vera sarà stabilita con perizie giurate), mentre la conclusione dell’iter con l’aggiudicazione al vincitore è prevista fra 7-8 mesi.
L’azienda di viale dei Mille non vuole finire nelle mani di un colosso finanziario, ma di un soggetto che faccia del trasporto pubblico il suo vero interesse: “Abbiamo inserito nel bando dei paletti ben precisi – ha spiegato Bonaccorsi – a coloro che inviteremo chiederemo non solo un’offerta economica, ma anche tecnica, un requisito importante per la determinazione del punteggio e quindi per la scelta dell’acquirente – ha aggiunto – sarà la capacità di investimento per l’acquisto di mezzi nuovi”.
Chi vorrà qualificarsi per partecipare dovrà avere almeno 270 milioni di euro di fatturato globale e 240 di fatturato specifico nell’ultimo triennio, almeno 400 bus, almeno 40 milioni di chilometri fatti nell’ultimo triennio, 20 milioni di capitale sociale interamente versato.
Fra i soggetti interessati si dice ci siano i francesi di Ratp, che già hanno garantita tramite Gest la gestione delle linee uno, due e tre della tramvia.
Dopo l’estate, così, Ataf sarà nelle mani dei privati. L’obiettivo dell’azienda fiorentina è comunque quello di partecipare alla gara unica regionale.
O almeno così sembra. E in futuro di far parte dell’azienda unica regionale, che costituirebbe un risparmio importante in termini di gestione delle strutture societarie. Il bando pubblicato oggi, anche se previsto, è comunque un’accelerata nel processo di privatizzazione. E a sottolineare un’anomalia sono stati ieri in Consiglio comunale i consiglieri di opposizione Ornella De Zordo (Puc) e Tommaso Grassi (Sec):
“La risposta in aula dell’assessore Mattei alla nostra domanda d’attualità
conferma i dubbi sulla validità della decisione di vendere Ataf che è stata presa il io gennaio dall’assemblea dei soci proprietari – hanno sottolineato – i patti parasociali avrebbero infatti richiesto una votazione con il 90% delle quote a favore mentre in quella occasione si espresse a favore solo il comune di Firenze che possiede l’82%”.
Il bando, così, sarebbe a loro avviso non valido: “A questo punto sarà bene che i comuni che non condividono la scelta si facciano sentire”, hanno concluso De Zordo e Grassi annunciando che gli atti saranno valutati per una eventuale impugnazione.

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