17 dicembre 2018

Asl 10 Firenze, truffa e turbativa d'asta nella svendita degli immobili pubblici

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ASL_Firenze_10Una cosa “tremenda”. Questo il commento di un professore che ha esaminato,  su incarico della procura,  gli acquisti immobiliari della Asl di Firenze. Dalle indagini, ora concluse, sono emerse dichiarazioni false, gare pilotate, favori, sperpero di denaro pubblico, gravi violazioni delle norme sugli appalti. Sei gli indagati, a vario titolo, per falso in atto pubblico, truffa aggravata, abuso d’ufficio e turbativa d’asta. Sono David Vannozzi e Fabio Tittarelli, ex direttore amministrativo ed ex direttore del Dipartimento Risorse tecniche della Asl, il geometra Roberto Casamonti, gli imprenditori Marco Hanaman (Dsh Costruzioni) e Lorenzo e Filippo Nisi (Immobiliare NewAbitare). [tutti assolti il 7 marzo 2017, n.d.r.]

II pm Giuseppina Mione e la polizia giudiziaria sono partiti da un articolo di “Repubblica” sulla strana compravendita di una palazzina ancora da costruire in un angusto cortile di via Ponte di Mezzo 27: la Asl la acquistò come “cosa futura” il 20 gennaio 2010 a prezzi superiori a quelli di mercato dall’immobiliare NewAbitare che non ne era ancora proprietaria e che la comprò lo stesso giorno (a minor prezzo) dalla Alfa Toscana Immobiliare. Poi l’indagine si è estesa ad altri acquisti del 2009: una villetta in via Garbasso (zona viale Volta) e un immobile da costruire in via Salvanti a Calenzano.

Scopri la curiosa storia della palazzina di via Ponte di Mezzo 27 ricostruita e denunciata dai comitati San Salvi chi può e Panificio Militare e dalla consigliera comunale Ornella De Zordo (Unaltracittà).

La AsI dichiarò la «immediata utilizzabilità» dei due edifici, sebbene uno non esistesse ancora e tutti e due avessero destinazioni urbanistiche non sanitarie (civile abitazione il villino, direzionale l’edificio di Calenzano). La Asl attestò inoltre che tutti e due avrebbero ospitato le attività intramoenia dei medici ospedalieri, e per tale motivo ottenne dalla Regione finanziamenti statali destinati a tale scopo. Invece il villino in via Garbasso doveva ospitare (e in effetti ospita) malati psichici, mentre nell’edificio di Calenzano la Asl intendeva collocare la “Tossicologia occupazionale”.

I finanziamenti furono richiesti alla Regione il 17 febbraio 2009 dal direttore generale della Asl Luigi Marroni, oggi assessore regionale alla salute. Secondo la procura, Marroni fu indotto in errore dai suoi dirigenti Tittarelli e Vannozzi, che gli avevano assicurato la immediata utilizzabilità dei due edifici. Gli inquirenti si chiedono, peraltro, come sia possibile che una persona che ricopre un incarico di tale responsabilità si sia fatta così clamorosamente ingannare.

I due edifici furono trovati dal geometra Roberto Casamonti, che nel 2009 eseguì per la Asl una indagine di mercato, in assenza di qualsiasi incarico formale e secondo l’accusa in conflitto di interessi, essendo legato a rapporti professionali con la Echo srl, proprietaria del terreno di Calenzano poi ceduto alla Asl. Secondo la procura, l’indagine di mercato fu svolta con modalità tali da compromettere il principio di trasparenza.

Il villino di via Garbasso ospita già da tempo malati di mente, ma sembra che all’acquisto non fossero stati previsti né l’impianto antincendio né il piano di evacuazione. I lavori di ristrutturazione, senza alcuna gara, furono eseguiti dalla Immobiliare New Abitare di Filippo e Lorenzo Nisi, che compare anche nella indecifrabile decisione di acquistare la palazzina di via Ponte di Mezzo 27, piena di terrazzi e strozzata fra alti edifici, per destinarvi gli ex degenti del centro Il Girasole di San Salvi.

di Franca Selvatici per Repubblica

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