Art. 18, per Autolinee Toscane è già morto. Sabato presidio Cobas

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Marco Santopadre da Contropiano.org

L’articolo 18 c’è ancora, ma un’azienda di trasporto toscana caccia un lavoratore come se la controriforma del lavoro di Monti e Fornero fosse già legge. La risposta dei lavoratori sarà all’altezza?

Visto che l’articolo 18 è in via di smantellamento e la maggioranza dei parlamentari sono favorevoli ai licenziamenti senza giusta causa e per motivi puramente economici perchè porterebbero più posti di lavoro (!) qualche azienda comincia ad assaporare l’ebbrezza del nuovo scenario. Il licenziamento da parte di Autolinee Toscane di Sauro Certini, autista di pullman [e delegato Cobas aziendale, n.d.r.], rappresenta forse il primo esempio di quello che succederà da qui a poco, se i lavoratori e i movimenti sociali di questo paese non sapranno immediatamente mettere in campo una mobilitazione non rituale e all’altezza dell’attacco ai diritti e alla democrazia in corso.

L’articolo 18 attualmente in vigore non permette i licenziamenti ‘per motivi economici’, ma l’azienda toscana di trasporto prova ad anticipare i tempi, applicando la nuova versione cucinata da Monti-Fornero. La mossa non è legale, naturalmente, e altrettamento naturalmente i sindacati di ogni colore e affiliazione gridano allo scandalo e promettono battaglia per far rientrare l’ingiusto licenziamento. Anche quei sindacati che hanno detto che la riforma del lavoro partorita dal governo tecnico non è poi così male e che in tempi di crisi i lavoratori dovranno pur rinunciare a qualche diritto in nome “dell’interesse nazionale”.

Al di là della strumentalità di certe prese di posizione, pare che i sindacati di settore e territoriali siano pronti a indire uno sciopero regionale di categoria per stoppare l’ingiusto licenziamento. «È un atto vergognoso: l’azienda ha di fatto anticipato la riforma del lavoro» tuona con sicuramente più credibilità la Rsu di Ataf, che fa notare come la lettera di licenziamento sia firmata dall’amministratore delegato di Autolinee Toscane, Jean-Luc Laugaa, «lo stesso amministratore delegato di Gest, che pochi giorni fa sembrerebbe aver fatto pressioni sui lavoratori della tramvia per impedirgli di scioperare ed è lo stesso che si presenta come papabile acquirente di Ataf Gestioni». Le Rsu dell’Ataf finora sono state impegnate, insieme al alcuni comitati ad hoc creati dai cittadini e con il particolare protagonismo dei sindacati di base, nella battaglia contro la privatizzazione del trasporto pubblico locale voluta dal sindaco Renzi. Cosa c’entra? C’entra, perchè le Autolinee Toscane, di proprietà al 100% di Ratp, hanno già presentato domanda per partecipare al bando per la gestione della futura Ataf privatizzata e non è da escludere che sfruttando le opportunità concesse dalla gara unica regionale i francesi puntino a prendersi tutto il trasporto regionale.

Alla luce dell’ingiusto e provocatorio licenziamento del proprio dipendente la Rsu Ataf chiede che Autolinee sia esclusa dalla possibilità di partecipare a qualsiasi gara. Come fa un’azienda che dice di avere problemi economici a poter pretendere di essere considerata affidabile al momenti di accaparrarsi un’azienda pubblica in via di privatizzazione? Un ulteriore paradosso sta nel fatto che l’azienda afferma che i propri problemi economici dipendono dal taglio dei finanziamenti da parte degli enti locali (!)…
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Per la riassunzione immediata di Sauro
In difesa dell’articolo 18
Contro la riforma Fornero
Contro la politica del Governo delle Banche

SABATO 21 APRILE 2012 ore 15
Presidio /volantinaggio
P.zza Stazione capolinea linea 1della tranvia

Prime adesioni:
Confederazione Cobas, Cub, Confederazione USB, SlaiCobas, Comitato contro la Privatizzazione di Ataf

Per adesione: cobasataf@gmail.com

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