13 novembre 2018

Apre Eataly, per una Firenze a misura di Maria Antonietta

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foto Antonio Lenoci

Nel fantastico mondo fatato di Firenze, apre la nuova salumeria radical-chic. Eataly sbarca in via Martelli, ad un centinaio di metri dal Duomo, al posto della “fu” libreria, che ha chiuso ingloriosamente i battenti ormai 18 mesi fa.

Un punto centralissimo per la popolazione turistica che affolla incessantemente il centro storico, alla ricerca sempre più di un posto dove poter mangiare veloce, spendere e prendere un ricordo che sia “italiano”. Ma quello di via Martelli è un punto anche facilmente raggiungibile anche dalle vittime del fast food alla moda, che però “purifica l’anima” perché si propone di difendere il made in Italy; e poco importa se questo avviene a suon di banalità e moralità da frasi contenute nel biscotto della fortuna, basta crederci.

Perché la fenomenologia di Eataly non racchiude in sé una – rispettabile e, pare, di successo – attività imprenditoriale, ma si carica sempre più di un’aura da “salvatori della patria”. Questo è l’aspetto che rende paradossale fino all’inverosimile l’attesa per quello che, alla fine dei conti, non è altro che un fast-food un po’ più ricercato che però attira sempre una “gran folla”, come sottolineano puntualmente le cronache dei giornali, o che proprio sui giornali viene analizzata – oltre all’acquisto di abbondanti spazi pubblicitari – in modo che sconfina abbondantemente nel panegirico, con frasi del calibro di “ogni angolo, un tesoro da gustare”, o quando il nuovo store viene esaltato ancora di più sottolineando come sia “dedicato al Rinascimento”.

E poco importa se un’altra azienda della famiglia Farinetti, la “fu” UniEuro, stia da anni ridimensionandosi in tutta Italia. Oggi c’è da festeggiare il nuovo punto vendita: un punto che permetterà quindi di dispensare brioches a tutto il popolo. Perché, come si sa, quando non c’è pane, si mangiano brioches.

ps. la citazione pare non sia da attribuire realmente a Maria Antonietta, sfortunata moglie di Luigi XVI, ma da ricollegare anzi a Maria Teresa d’Austria, consorte di Luigi XIV, il “re sole”. Le coincidenze, a questo punto, si sprecano.

0 Comments

  1. Antonio Bianchi

    Capolavoro di demistificazione dell'ennesima costruzione sociale basata sull'inflazionata magnificazione del Made in Italy

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  2. Pingback: Una Firenze a misura di … Maria Antonietta | E' (sempre di più) UN MONDACCIO

  3. michele

    Non ci sono ancora andato, e vivendo in Asia credo che non ci andrò ancora per molto.
    Dalla stampa ordinaria leggo che darà lavoro a 120 persone comprese quelle che lavoravano prima nella libreria. Ho letto che una 50ina saranno part time. Mi sembra eccessivo paragonare Eataly ad un fast food. Tra un terribile Mac Donald e un posto dove si fa il lapredotto, schiacciate e credo cibo di buona qualità ce ne corre. Il Boss tale Farinetti ha aperto un po ovunque, dal Giappone a New York e per quello che ho letto ha riqualificato luoghi altrimenti dimenticati dai più. Non condivido i commenti del suddetto che glorifica Renzi, ma ti fa aprire un negozione in pieno centro ed ovviamente sei dalla sua parte, purtroppo è l’Italia. Nello sfacelo di aziende che chiudono e vengono comprate da compagnie straniere quella di Eataly non mi pare un’impresa da demonizzare o mettere al muro., o almeno non ancora. Ci dovrebbe essere anche una specie di libreria e una scuola di cucina. Poi il tempo darà il suo verdetto. Spero di tornare al più presto nella mia amata Firenze e toccare con mano questo popò di ristorazione. Grazie.

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  4. Dario

    Infatti dal punto di vista imprenditoriale, come scritto, niente da ridire. E’ paradossale solo l’aura di “santità” che riveste un’operazione. Tra l’altro, nella stessa via, ci sono altre botteghe e locali fiorentini con prodotti a “kilometro zero”. Vedremo se saranno, a lungo andare, più i posti di lavoro guadagnati dall’apertura o quelli persi a causa delle vicine chiusure. Nel frattempo mi limito a segnalare solo l’eccessività dei toni elegiaci per quella che è una strutturata, curata e incensata … salumeria.

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  5. michele

    Dario se intendi i toni da “Salvatore della Patria” in un che quasi messianico, beh…questa è l’informazione in Italia e sono d’accordo con te. Appunto vedremo come si sviluppa. Il “non sindaco” dovrebbe incentivare l’apertura di un artigianato locale, di prodotti a Km zero, di laboratori dove insegnare a fare un paio di scarpe piuttosto che rilegare un libro, per valorizzare la vecchia bottega fiorentina e per differenziare l’offerta. Purtroppo vanno di moda solo i nomi da 5 stelle, dove un fazzoletto costa metà di uno stipendio di un comune mortale e poi è fatto in Honduras. Poerannoi

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