Apre a Firenze Assistenza Legale, consulenze alla portata di tutti

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Carolina Mancini per l’Altracittà

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Apre oggi “Assistenza Legale”, il primo studio legale su strada a Firenze, in via Vittorio Emanuele 182/b. Ogni giorno, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19.30, chi ha bisogno di una consulenza potrà suonare il campanello, ad aprirlo troverà direttamente uno dei due avvocati che guidano lo studio, Antonio Ossi e Matteo Pescatori, pronti ad ascoltarlo.
Assistenza Legale è un network di studi legali sparsi in tutta Italia. Il primo di questi studi ha aperto a Milano, nel 2008, oggi se ne contano 17 in 15 città. Una realtà in crescita, quindi, che trae forza dall’organizzazione a rete, all’interno della quale gli avvocati collaborano condividendo esperienze professionali e competenze specifiche, nell’ambito di regole comuni.
L’apertura del nodo fiorentino della rete nazionale di Avvocati su Strada arriva proprio nel momento in cui sta crescendo l’attenzione e la curiosità verso il mondo del low e del no cost.
E’ di venerdì scorso un reportage sul quotidiano Repubblica dedicato agli italiani che vivono gratis, o almeno provando a spendere il meno possibile attraverso la via del baratto, dello scambio. All’interno troviamo anche un’intervista a Antonio Mumolo, il presidente di Avvocato di Strada (una onlus nata nel 2000 con l’obiettivo di tutelare i diritti dei senza dimora), che ricorda come la promozione dell’assistenza legale gratuita sia fortemente osteggiata dalla legge italiana: “L’Ordine ci tollera, perché ci dedichiamo a persone come gli immigrati o i senzatetto che non si rivolgerebbero a un altro legale. Ma se promuovessimo apertamente il lavoro gratuito potremmo essere accusati di concorrenza sleale.”
Nel caso di Assistenza Legale non si parla di no cost, ma si tratta in ogni caso di un’iniziativa da accogliere con entusiasmo, proprio perché prova a ridimensionare il peso del denaro, in nome della necessità di una giustizia che si avvicini ai meno abbienti. Sempre di scambio si tratta, in fondo. Ma come funziona?
“Chi arriva da noi ha la possibilità di esporci il suo problema all’interno di un primo colloquio gratuito, cosa che spesso non avviene quando ci si rivolge ad un avvocato. Così, se il problema non può essere risolto per vie legali, la persona non dovrà pagare niente.” – Dice Pescatori- “Diversamente, facciamo subito un preventivo in modo che il cliente abbia subito chiaro quanto dovrà spendere. Noi applichiamo le tariffe professionali, poi è chiaro che andremo incontro alle persone che hanno più bisogno, intanto con la possibilità di rateizzare il pagamento.”
Prosegue Ossi: “E’ da febbraio che lavoriamo a questo progetto, abbiamo passato la ‘selezione’ della sede centrale di Milano, che ovviamente effettua controlli, anche da un punto di vista ‘etico’, prima di aggiungere un altro pezzo alla rete.”
In altre città l’apertura di questi studi non è stata indolore: il primo, a Milano, ha avuto un provvedimento disciplinare da parte dell’ordine di Brescia, attualmente in cassazione. Tra le motivazioni, il fatto che non si potesse pubblicizzare nell’insegna la consulenza legale gratuita, che la sigla dell’Associazione, ALT, che sta per assistenza legale per tutti, implicasse che gli altri studi operassero una discriminazione, non fornendola a tutti, e che la parola ALT agisse sulla coscienza della persona che dopo averla letta non poteva resistere all’impulso di fermarsi. Quando si dice, attaccarsi alle parole, anzi, alle lettere.
L’Antitrust ha aperto a sua volta il procedimento contro l’Ordine di Brescia sostenendo che il loro intervento impedisse di fatto l’esercizio della libertà d’iniziativa individuale.
In attesa del giudizio, intanto,sull’insegna dello studio di Via Vittorio Emanuele ALT è diventato AL. E poi, spiegano Ossi e Pescatori: “La prima cosa che abbiamo fatto prima di aprire è comunicarlo all’Ordine e spiegare il progetto al Presidente del Consiglio dell’Ordine.”
Procedono con prudenza i due avvocati fiorentini, perché, dicono: “Ci abbiamo investito tanto tempo, soldi, passione, ci crediamo davvero.”
In bocca al lupo.

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