24 settembre 2018

"Appropriazione indebita", Publiacqua indagata dalla Procura di Pistoia

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Erasmo D’Angelis, Matteo Renzi” src=”http://www.altracitta.org/wp-content/uploads/2013/09/Alberto-Irace-Erasmo-DAngelis-Matteo-Renzi-300×235.jpg” width=”300″ height=”235″ /> Alberto Irace, Erasmo D’Angelis, Matteo Renzi

I vertici di Publiacqua sono sotto indagine da parte della Procura della Repubblica, dopo la denuncia-querela presentata nel novembre scorso da Legambiente (presidente Antonio Sessa) e Forum per l’acqua pubblica (portavoce Rosanna Crocini). Nel documento si ipotizzava il reato di appropriazione indebita. Il riferimento è alla quota tariffaria del 7% come remunerazione garantita degli investimenti, che il referendum del giugno 2011 ha eliminato ma che sono rimasti nelle bollette. Secondo le due associazioni, questa scelta configurerebbe il reato di appropriazione nei confronti di una parte dei soldi versati dai cittadini per pagare le bollette, parte che non avrebbe dovuto essere versata dopo l’esito dei referendum.

All’amministratore delegato Alberto Irace è stato recapitato nei giorni scorsi un verbale di identificazione in qualità di legale rappresentante della società degli acquedotti. Il verbale è un atto che viene inviato a un soggetto sottoposto a indagine per chiedergli, ad esempio, di scegliere un domicilio legale. A diffondere la notizia riguardante Irace è stata la stessa Publiacqua, con un comunicato diffuso ieri. Ad essere indagata, tuttavia, dovrebbe essere anche una seconda persona, sempre del consiglio di amministrazione.

I firmatari dell’esposto, presentato a fine novembre 2012, sottolineano che l’esito del referendum era immediatamente applicabile e che quindi la quota del 7% sulla tariffa dell’acqua, che aveva lo scopo di remunerare gli investimenti, andava subito eliminata.

Estratto dall’articolo di Fabio Calamati per Il Tirreno del 22 settembre

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