Appello alla disobbedienza civile alle organizzazioni che gestiscono i Centri di Permanenza Temporanea per cittadini stranieri

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‘Oggi è la giornata della manifestazione contro i Centri di Permanenza Temporanea, questi nuovi lager della modernità, segno inequivocabile della follia di questo sistema e del nostro governo che rinchiude e trattiene in cattività delle persone che hanno la sola ‘colpa’ di venire in Italia per uscire dalla miseria e povertà dei loro paesi e di cercare una via d’uscita alla loro situazione. La legge Bossi-Fini, che sostiene questi centri di ‘detenzione’ e tante altre altre scelleratezze dimostra di avere un sottofondo culturale ‘fascista’ e xenofobo e non è davvero tollerabile assecondare ed ubbidire ad una legge così ingiusta e parziale.
Per gli immigrati le forme di disobbedienza civile sono purtroppo scarse, data la precarietà della loro situazione e del loro ‘contratto di soggiorno’. Tocca allora a noi, cittadini e associazioni che hanno a cuore la democrazia e la salvaguardia dei diritti fondamentali per tutti gli uomini, fare qualcosa, reagire e tentare di costruire percorsi di resistenza. E’ per questo che mi sento di appellarmi, di chiedere a quelle organizzazioni che hanno l’incarico di gestire i Centri di Permanenza Temporanea, di rinunciare all’incarico, di non essere più complici di questo meccanismo perverso. Un appello che spero tanti altri possano condividere e sostenere inviando un’email a muretto@altracitta.org.
Mi rivolgo a voi Misericordia, Croce Rossa Italiana, Fondazione Regina Pacis, associazione Fiamme d’Argento, cooperativa Insieme, cooperativa Malgradotutto che in questo momento state collaborando a mantenere la logica di detenzione dei CPT. Vi chiedo un atto di coraggio: ritirate i vostri operatori e la vostra realtà associativa dai CPT, dimostrando così la vostra presa di distanza da queste operazioni sporche e incivili.
Di fronte alla vostra obiezione che in genere recita più o meno così ‘piuttosto che lasciare la gestione dei centri al ministero è meglio occuparsene noi’, credo di poster dire con certezza che non è più il tempo delle scelte del ‘male minore’. E’ giunto il momento di fare pratica coerente e concreta di ‘nonviolenza’ attiva, non affiancando le nostre menti, le nostre braccia e il nostro nome accanto a chi riduce l’uomo a un numero, una merce, un pacco fastidioso da restituire al mittente.’

Alessandro Santoro – prete alle Piagge, Firenze

Per adesioni muretto@altracitta.org

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