Appalti Quadrifoglio, favorito un cartello di ditte. L'inchiesta della magistratura

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L’inchiesta sulla società fiorentina per la gestione dei rifiuti. La Procura accusa: non è stata garantita la libera concorrenza tra operatori del settore.

di Franca Selvatici

Per anni il Quadrifoglio ha appaltato a ditte esterne una serie di servizi di pulizia eludendo le normative sugli appalti. Sono state favorite alcune ditte che facevano cartello. Sono stati frammentati surrettiziamente gli appalti. Non sono state bandite gare ad evidenza pubblica quando sarebbero state doverose. Sono stati prorogati ingiustificatamente numerosi incarichi (fino a otto volte). Risultato: non è stata garantita la libera concorrenza fra gli operatori del settore e neppure la qualità del servizio. Basta vedere in che stato venivano tenute strade e piazze. E´ il j´accuse della procura di Firenze. Il pm Gianni Tei ha chiuso le indagini avviate nel 2008 a carico di tre funzionari del Quadrifoglio, di un ex dipendente divenuto lobbista e di un gruppo di imprenditori del settore, per alcuni dei quali erano stati chiesti gli arresti, negati dal gip, disposti dal tribunale del riesame, annullati dalla Cassazione con richiesta di più incisive motivazioni. Le accuse: turbativa d´asta, abuso d´ufficio, associazione a delinquere.fermata quadrifoglio

Dall´inchiesta si apprende che da anni Quadrifoglio appalta a ditte esterne parte dei servizi di pulizia a Firenze e nei dintorni. Si scopre, per esempio, che fra il 2005 e il 2007 la società pubblica ha speso 165 mila euro per la raccolta delle «deiezioni canine», affidata alla Cooperativa Servizi Inca, che utilizzava un´apposita motoretta. Sembra peraltro che nessuno abbia memoria del servizio di raccolta degli escrementi dei cani. Risultati evidenti non ce ne sono stati. Né si è gridato al miracolo per gli appalti delle pulizie delle sponde e degli argini dei corsi d´acqua nel Comune di Firenze, affidati fra il 2004 e il 2006 alla Inca e al Consorzio Coesar, le due società che risultano aver fatto la parte dei leoni nei rapporti con il Quadrifoglio, ottenendo fra il 2003 e il 2008 appalti per almeno 1 milione e 400 mila euro la prima e per 1 milione e 500 mila euro la seconda. Il tutto grazie anche ai buoni uffici di un ex dipendente divenuto lobbista, cui era stato affibbiato uno strano nomignolo: «l´uomo della paura».

Fra le gare che, secondo procura e guardia di finanza, sono state appaltate in modo irregolare, con frazionamenti surrettizi degli importi e con proroghe ingiustificate, vi sono le pulizie dei bagni pubblici, lo spazzamento meccanizzato di strade e piazze a Firenze, a Scandicci, a Bagno a Ripoli, la pulizia dei sottopassi pedonali della Stazione, il diserbo e lo sterro delle strade collinari di Firenze, la pulizia dei cassonetti a Calenzano, Campi, Sesto e Signa, le pulizie del polo di San Donnino e della discarica di Case Passerini, il trattamento per distruggere le larve di zanzare a Firenze, Campi e Calenzano. In alcuni casi, secondo le accuse, Quadrifoglio non avrebbe neppure controllato a dovere la regolarità dei versamenti previdenziali e contributivi in favore dei dipendenti delle cooperative vincitrici.
Il quadro che esce dall´inchiesta è tutt´altro che edificante. Tocca ora a Giorgio Moretti, l´imprenditore che il sindaco Matteo Renzi ha nominato da poco alla presidenza del Quadrifoglio, garantire la trasparenza degli appalti esterni. «Al Quadrifoglio – spiega Moretti – ho trovato personale entusiasta. Ora siamo tutti concentrati sulla richiesta del sindaco di fare di San Lorenzo e di via Palazzuolo delle zone modello». L´inchiesta, però, ha portato alla luce rapporti non troppo limpidi tra funzionari e imprese esterne.

«L´importante – afferma il presidente – è che il Quadrifoglio si comporti in maniera onesta senza incepparsi. Ho potuto notare che attualmente c´è un livello di cautela esasperata, che rischia di incartare l´azienda. In una quota fisiologica gli appalti esterni non sono un male, perché consentono una flessibilità del personale. La normativa sugli appalti è farraginosa e talvolta con i meccanismi al massimo ribasso si rischia un peggioramento terrificante del servizio. Abbiamo bisogno di norme più razionali e di un forte sostegno dal Comune, che può fare molto per semplificare il nostro lavoro, chiarendo per esempio le competenze. Sul Mugnone il verde orizzontale compete al quartiere, il verde verticale al Comune, la pulizia delle sponde al Quadrifoglio, ma non è stata inserita nel contratto di servizio. Così è difficile svolgere un buon servizio».

[Fonte Repubblica]

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