Appalti, l'indagine Bertolaso è partita da intercettazioni inchiesta di Castello

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Di intercettazione in intercettazione. Potrebbe sintetizzarsi cosi’ lo sviluppo delle indagini che, partite da Firenze, per i lavori del G8. L’inchiesta che oggi ha portato a quattro arresti per gli appalti sull’isola sarda e’ nata infatti da un’intercettazione disposta per le indagini sullo sviluppo urbanistico dell’ex area Fiat a Castello, di proprieta’ di Fondaria-Sai, gruppo Ligresti. E anche quest’ultima era nata da un’intercettazione telefonica eseguita nell’ambito di un’altra indagine fiorentina.

L’inchiesta su Castello esplode il 27 novembre 2008, quando l’area viene sequestrata, e scuote Palazzo Vecchio e il Pd: tra i sette indagati figurano gli allora assessori Gianni Biagi, che si dimettera’, e Graziano Cioni, Salvatore Ligresti e il suo braccio destro Fausto Rapisarda, un collaboratore di quest’ultimo e due architetti, Marco Casamonti e Vittorio Savi.

Corruzione il reato ipotizzato, per un presunto scambio di favori nella trasformazione urbanistica dei terreni di Fondaria Sai, 168 ettari da edificare con case, negozi, alberghi, scuole, uffici di Regione, uffici della Provincia oltre a un parco pubblico da 80 ettari. Questo in base a una convenzione del 2005: dall’estate 2008 si fa avanti anche l’ipotesi di ospitare a Castello, togliendo ettari al parco, il nuovo stadio che vorrebbero i Della Valle per la Fiorentina.

Ed e’ intercettando Casamonti, per l’inchiesta su Castello, che gli investigatori fiorentini avviano gli accertamenti sul G8. In una telefonata avrebbe detto: ”Ci hanno chiamato per dare una mano per i progetti del G8 all’isola della Maddalena”.

[Fonte Ansa]

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