26 settembre 2018

Anna Marson, neo assessore all’urbanistica: meno mattone, più riutilizzo

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Fonte: Corriere Fiorentino

La giunta regionale di ieri è iniziata proprio affrontando la parte del programma che riguarda l’urbanistica e Anna Marson, la docente universitaria indicata dall’Idv come assessore (scelta al centro di molte polemiche), ha capito subito che il suo ruolo non sarà facile. E lei rilancia, senza sconti, né retromarce. Ma anche senza anatemi.

Assessore Marson, lei è il nome più «nuovo» della giunta, tutti sapevano che Rossi voleva un tecnico alla sanità ma nessuno si aspettava il bis con l’urbanistica: come è andata?

«Ad inizio della “fatidica” settimana in cui Rossi ha varato la giunta Pancho Pardi mi ha chiesto il curriculum. Poi giovedì sera il presidente mi ha chiamato e mi ha chiesto di vederci; lo abbiamo fatto, ci siamo scambiati opinioni sulla gestione del territorio, ho condiviso le sue idee ed ho detto di sì».

Dalla sua precedente esperienza come amministratore sono passati 11 anni: è perché la politica si affida ai tecnici solo nelle emergenze come lei ha scritto?

«La politica, giustamente, reclama suoi esponenti e rappresentanti e solo eccezionalmente affida l’urbanistica ai tecnici. In questo caso l’eccezionalità sta nel fatto che per troppo tempo le infrastrutture hanno avuto la meglio come energie e risorse sull’urbanistica. Ora c’è la consapevolezza che nell’attuale crisi il ruolo del territorio è fondamentale. Che non si può svenderlo».

È movimentista come molti le rimproverano?

«Non sono movimentista di professione… — sorride Marson — ma su alcune singole questioni mi sono trovata su quelle posizioni. E non sono neppure “verde”, nel senso che so benissimo che la natura va protetta ma anche che il rapporto tra natura e uomo è parte dello sviluppo, anche economico, a patto di non distruggere il territorio».

Può spiegare perché in un suo saggio ha usato la parola marionette riferendosi ai sindaci e citando gli esempi di San Casciano e Montespertoli?

«La ringrazio della domanda perché mi dà l’opportunità di spiegarmi. Con la parola marionette non intendevo assolutamente offendere i sindaci, anzi. Intendevo sottolineare che i primi cittadini dei piccoli Comuni si trovano in qualche modo a non poter decidere, a vedersi imposte decisioni da aziende e promotori molto più “pesanti” di loro. Volevo evidenziare la crescente impotenza di sindaci e concittadini nell’esercitare la sovranità sul territorio e il paesaggio. Ma oggi sia Montespertoli che San Casciano, con nuovi sindaci giovani, dimostrano che le cose possono cambiare».

Cambierà idee o ruolo, adesso che è assessore regionale?

« So benissimo che ora il mio ruolo è diverso, che consiste nel mediare tra posizioni diverse e anche distinte e lo farò, ma trovando soluzioni più avanzate. E bisognerebbe riprendere a formare personale urbanistico nelle strutture comunali come faceva il centrosinistra negli anni Settanta».

Sarà possibile conciliare decisioni in tempi brevi, come il sì ad insediamenti produttivi in sei mesi, e partecipazione?

«Lo spero e lo auspico. Esiste già un atlante delle aree produttive da riutilizzare o con spazio ancora disponibile, attrezzabili ecologicamente e qui si può lavorare per snellire le procedure e attrarre investitori che si fermino in Toscana, non mordi e fuggi».

Come si fa a consumare meno suolo e incentivare il riutilizzo delle aree dismesse?

«Approfondirò subito questo tema, in collaborazione anche con le associazioni dei costruttori perché spesso la rendita immobiliare delle aree da riutilizzare è più alta per i proprietari di quella di aree “vergini”, ma per le imprese significa procedure complesse. Dobbiamo far sì che le condizioni siano favorevoli per tutti».

Parlando della Laika ha detto che il terreno per il nuovo stabilimento poteva essere dato in affitto, invece che fatto acquistare. Pensa di introdurre questa pratica in Toscana?

«In Europa esiste da tempo e si può fare anche da noi, magari dando il terreno in concessione per 99 anni anche se non è facile perché in Italia gli espropri sono a prezzi di mercato. Si potrebbe però creare un fondo immobiliare e un’agenzia ad hoc per le aree da destinare ad insediamenti produttivi».

Ha affermato che potenzierà la partecipazione dei cittadini alle scelte: come?

«Applicando meglio la legge regionale, soprattutto sulle grandi opere come non è stato fatto per il tunnel dell’Alta Velocità a Firenze e come dovrà accadere per il Parco della Piana».

Compatibili ampliamento dell’aeroporto e Parco della Piana?

«Prima integriamo efficacemente lo scalo di Firenze e quello di Pisa e poi vediamo se, come e quanto serve ampliare il Vespucci».

E cosa pensa del corridoio tirrenico?

«Che, qualunque sia il progetto, è fondamentale bloccare usi impropri dei territori limitrofi e garantire che i profitti che ne derivano vadano alla collettività».

Per concludere, obiettivi dei suoi primi 100 giorni?

«Portare avanti il mio programma, stilare un elenco di buone pratiche in Regione che già esistono. E proporre un tavolo di cooperazione e concertazione con le amministrazioni locali».

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