Ancora un suggerimento: gli F35 non ci servono

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La campagna contro i caccia F-35 prosegue: nessuna decisione è ancora presa e ci si può ancora mobilitare

un vero spreco da segnalare!

A Maggio porteremo a Roma le oltre 70.000 firme raccolte dalla campagna.

Intanto possiamo scrivere al Governo, che ha chiesto il parere dei cittadini sugli sprechi nella spesa pubblica, segnalando come l’acquisto di 90 cacciabombardieri d’attacco e con capacità nucleare sia un insulto a chi oggi si trova in difficoltà economiche e di sopravvivenza, senza considerare i dubbi di natura tecnica e di costo che tutti i partner del Programma (Stati Uniti compresi) hanno sollevato!

Clicca qui http://www.governo.it/scrivia/RedWeb_Form.htm compila i campi richiesti e scrivi:

“Gentile Presidente del Consiglio Mario Monti, egregi Ministri, vi segnalo come spreco rilevante ed assolutamente inutile di denaro pubblico l’acquisto preventivato nei prossimi anni di circa 90 esemplari del caccia di quinta generazione JSF F-35 (costo attuale di solo acquisto oltre 10 miliardi, almeno 30 miliardi con il mantenimento).

Con gli stessi soldi si potrebbero dare risposte concrete ai problemi economici che affliggono molte famiglie italiane, investendo in istruzione, sanità, lavoro, recupero e sistemazione del territorio. La invitiamo quindi a prendere in considerazione le alternative a questo scellerato acquisto seguendo le proposte e le indicazioni della campagna “Taglia le ali alle armi” che ha anche elaborato numerosi dati a sostegno della problematicità del progetto JSF F-35.

Cordialmente”

0 Comments

  1. Piero

    Non sono un tecnico ma vorrei porre l’accento su alcune questioni che potrebbero aiutare a comprendere meglio la situazione attuale.
    Sviluppare un aereo nuovo comporta un impegno ventennale. Lo dimostra l’esperienza fallimentare del velivolo europeo Typoon. Questo velivolo ha richiesto troppo tempo per la progettazione, sviluppo e produzione. Oggi il Typoon è operativo in versione “base” da superiorità aerea con capacità operativa limitata. Il progetto è oramai vecchio rispetto alle attuali dottrine e rispetto agli altri velivoli in fase progettuale o già in linea (come l’F22 americano).
    Quando l’Italia ha dovuto scegliere quale strada prendere per la sostituzione dei cacciabombardieri Tornado e AMX ha scelto di aderire al progetto F35 promosso dagli Stati Uniti. Si sperava infatti che il progetto avrebbe portato: a importanti economie di scala legate all’ingente numero di velivoli da realizzare, alla integrazione nel velivolo di tecnologie stealth evolute (non disponibili in Europa), ed alla certezza di vedere il progetto terminato nei tempi previsti. Questi vantaggi hanno comportato una riduzione delle aspettative in termini di crescita tecnologica delle nostre aziende che risultano coinvolte in modo limitato nella progettazione e realizzazione dei velivoli.
    Alla luce della disavventura del Typoon l’Italia ha scelto di imbarcarsi in quest’impresa che effettivamente ha presentato gravi lacune. Ma come procedere in alternativa? Esistono delle alternative? L’unica alternativa praticabile sembrerebbe essere quella di sviluppare una versione del Typoon “cacciabombardiere”. Il problema è legato al fatto che il Typoon non è un cacciabombardiere stealth e quindi rischierebbe di essere una soluzione peggiore di un F35 ricevuto in ritardo e a un costo maggiore.
    Credo sia questo il motivo per cui ancora rimaniamo nel progetto F35.
    Sull’opportunità o meno di acquistare nuovi aerei per sostituire i Tornato e gli AMX è difficile entrare. Il problema è a monte e riguarda l’opportunità o meno di avere uno strumento militare credibile. Le vicende della storia (anche recente) non lasciano dubbi sulla necessità di avere uno strumento di difesa credibile ma trovo altrettanto valide le opinioni di chi sottolinea la grave crisi economica e sociale che attraversa il nostro paese e che giustifica pienamente la richiesta di riduzione della spesa pubblica.
    Piero

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