13 novembre 2018

Ancora su Via dei Conciatori, perché è necessario coordinarsi

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Lucia Evangelisti per l’Altracittà

Oltre alle notizie già comparse nell’articolo su dati importanti sono emersi alla conferenza stampa del 23 novembre, molto partecipata, organizzata da tutti i movimenti, le associazioni, gli abitanti che si riconoscono del Progetto Conciatori.

In primo luogo il totale contrasto fra le dichiarazioni d’intento scritte nel Piano strutturale appena approvato dall’amministrazione comunale (fermare lo svuotamento del centro storico facilitando l’immissione di 3500 famiglie) e il proposito di far saltare un luogo di socialità che fornisce anche servizi. Correndo il rischio di trasformare il centro in un dormitorio come sta succedendo proprio in Santa Croce, a causa di tanti immobili venduti come abitazioni a persone non interessate all’integrazione con una realtà che ultimamente è assai degradata.

C’è poi l’articolo “Maxibuco nei conti della città”, apparso sul Sole 24 ore dell’8 novembre scorso, in cui Firenze, fra i 102 comuni esaminati, se la cava bene nel suo rapporto fra entrate straordinarie e bilancio. E’ solo l’1.2%. Segno evidente che la città ha introiti tali da non doversi precipitare a vendere comunque per sanare il bilancio. Oltretutto, in momenti di grave crisi economica andrebbe applicata una moratoria generalizzata da chi ha a cuore il bene comune, per capire meglio il trend dell’economia.

Vertenza condivisa da altri gruppi cittadini che hanno formato comitati per contrastre le vendite/svendite di beni comuni, progettate senza interpellare la cittadinanza: comitati per San Salvi, Meccanotessile, Manifattura Tabacchi. E un nuovo gruppo si sta formando in San Frediano. Dovrebbe far riflettere chi ci governa che c’è una diffusa volontà di migliorare la vivibilità di Firenze. Proposte per lo più di volontariato, fucine di idee nuove sull’abitare, pervase da una ricerca di condivisione.

E’ quasi ovvio dire che la vera fonte di reddito della città si può trovare nel coordinare tutti i comitati e le associazioni che operano contro lo spreco di risorse, per lo sviluppo dei diritti sociali, per tutte le iniziative di socializzazione che contrastano la criminalità. E se, anche per dare il buon esempio a tutti i cittadini, si coordinassero un po’ di più gli interlocutori pubblici che svolgono ruoli simili?

0 Comments

  1. anna

    condivido totalmente l’articolo con la speranza che venga letto da chi amministra i beni della cittadinanza e si renda conto della contraddizione tra il dire e fare. Spesso i politici che oggi ci governano a livello nazionale fanno delle promesse elettorali che poi non mantengono, mi dispiace quando le amministrazioni locali anche quelle di sinistra si comportano allo stesso modo.

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