Ancora inceneritori per la Toscana nel nuovo Piano voluto dalla Regione

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costosi e pericolosi inceneritori.

L’impegno dei tanti Comitati dei cittadini, di Rossano Ercolini, presidente di Zero Waste Europe e vincitore del Goldman Prize 2013, della Campagna per una legge popolare Rifiuti Zero, di perUnaltracittà a Firenze, vengono annichiliti dopo la recente – e ormai da archiviare – promessa di apertura sulla strategia Rifiuti Zero di Enrico Rossi.

A 30 anni dalla chiusura di San Donnino si torna quindi a bruciare i rifiuti – a Firenze sarà costruito l’inceneritore di Case Passerini – e produrre diossina. Per conoscere gli effetti sulla vostra salute, e su quella dei vostri vicini, scaricate la ricerca del professor Annibale Biggeri intitolata “Mortalità per linfomi non Hodgkin nei comuni della Regione Toscana dove sono stati attivi inceneritori di rifiuti solidi urbani“. Per l’anticipazione del Piano ringraziamo il Corriere Fiorentino e il giornalista Mauro Bonciani. (rc)

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di Mauro Bonciani per il Corriere Fiorentino

È in arrivo il nuovo piano per i rifiuti 2013-2021 della Regione. Dalla nuova mappa sparirà, in particolare, la previsione del contestato termovalorizzatore di Testi, nel cuore del Chianti, in provincia di Firenze. Alzando la soglia della raccolta differenziata dal 50% al 70%, vengono cancellati alcuni impianti di termovalorizzazione, gli ex inceneritori, e alcune discariche.

Ancora non è ufficiale, ma ci siamo. La Regione Toscana in questi giorni sta illustrando agli enti locali e alle autorità di ambito le linee guida del nuovo piano per i rifiuti 2013-2021. E la novità è che alzando la soglia della raccolta differenziata dal 50% al 70% vengono cancellati alcuni impianti di termovalizzazione, gli ex inceneritori.

Sparirà, in particolare, la previsione del contestato termovalorizzatore di Testi, nel cuore del Chianti, in provincia di Firenze, mentre della discarica de le Borra si parlerà solo dopo il 2021. Buone notizia anche per altri toscani, con la previsione della chiusura dell’impianto Ospitaletto e il mancato ampliamento di quello di Arezzo. Un quadro ufficioso, ma praticamente certo (sarà approvato dalla giunta regionale entro il mese), ad iniziare dal no a Testi, non a caso neppure compreso nella gara europea per la gestione degli impianti fino al 2012 che l’Ato rifiuti Toscana centro bandirà in autunno.

La revisione del piano rifiuti della Regione, che arriva dopo quella dei singoli piani di ambito per centro, costa e sud della Toscana, tiene conto non solo della minore produzione di rifiuti a causa della crisi, ma soprattutto delle nuove sensibilità e dei risultati già raggiunti ed innalza la quota di raccolta differenziata al 70%, contro il 50% fissato in precedenza. Risultato, meno termovalorizzatori e discariche e più impiantistica per la differenziata, più porta a porta e più cassonetti con la «chiave» che permettere di misurare la quantità di rifiuti del singolo utente, differenziandola per tipi e premiandolo nelle tariffe. Per spingere in questo senso la Regione potrà mettere in campo anche risorse aggiuntive, oltre quelle già previsti dai tre Ato, e prima del varo in giunta del piano sono in calendario anche incontri con i gestori degli impianti e del servizio di raccolta.

Il quadro emerso dagli incontri in corso indica un impianto di termovalorizzazione in meno per ogni Ato e altre revisioni. Per Firenze-Prato-Pistoia è cancellata la previsione del termovalorizzatore di Testi, fermo ormai da quasi dieci anni, confermata la centralità di Case Passerini (specie dopo la cancellazione del termovalorizzatore di Prato già sancita), il termovalorizzatore di Montale (Pistoia) mentre per l’impianto di Selvapiana, già autorizzato, c’è chi parla di una pausa di riflessione. Praticamente cancellata la discarica di Borra (se ne riparlerà solo nel 2021) e proprio oggi la Provincia di Firenze e quella di Arezzo firmeranno l’accordo prorogare l’uso di Casarota per i rifuti dell’Ato centro dal dicembre 2014 al 2021, senza appunto fino ad allora ipotizzare nulla su le Borra. L’Ato centro prevede di raggiungere il 65% di raccolta differenziata nel 2015 e il 70% già nel 2018, con l’incremento sia del porta a porta che delle chiavette elettroniche che misurano la quantità di rifiuti negli appositi cassonetti, operazione che richiede investimenti importanti all’inizio ma che successivamente ha molti meno costi di gestione del porta a porta.

Nell’Ato sud, che comprende Arezzo, non sarà realizzata una nuova linea di incenerimento e per il resto saranno usate le attuali discariche e sempre sulle disponbilità (amplia) di discariche, si basa il piano dell’Ato costa dove la minro quantità di rifiuti indifferenziati significherà la dismissione del vecchio impianto di Ospedaletto (Pisa) perché la nuova linea di incenerimento prevista a Livorno è considerata sufficente per smaltire le tonnellate di rifiuti prodotte ogni anno.

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