Anche per Betori Sandra Alvino è una "signora", ma Alessandro Santoro rimane in esilio

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Repubblica di oggi racconta dell’incontro avvenuto ieri tra Sandra Alvino e Giuseppe Betori. Uscendo dall’incontro Sandra ha raccontato come anche il vescovo l’abbia chiamata “signora” (e non signore). Senza nessuna speculazione registriamo il fatto che anche il monsignore ha riconosciuto in Sandra una donna e non un uomo. Bontà sua.

Intanto prosegue l’esilio solitario di Alessandro Santoro in quel di Romena. Fino a quando?

Ecco l’articolo di Repubblica

di Maurizio Bologni

«E’ stato un colloquio in cui un arcivescovo educato mi ha chiamato signora, mi ha definito donna, e ci siamo scambiati parole di fratellanza». Lo ha riferito Sandra Alvino, nata uomo e diventata donna con una operazione effettuata più di 30 anni fa, uscendo ieri pomeriggio dalla sede della Curia fiorentina dopo aver incontrato l´arcivescovo Giuseppe Betori.

L´incontro non è stato né confermato né smentito dalla Curia. «Non è nostra abitudine, per questione di stile, rivelare l´agenda degli appuntamenti dell´arcivescovo e tanto meno il contenuto di questi» ci si è limitati a dire ieri sera dalla Curia, lasciando però intendere che l´incontro c´è stato.

Alvino, 64 anni, è stata sposata in chiesa, lo scorso ottobre, con Fortunato Talotta, 58 anni, suo marito da 25 anni, secondo il rito civile. A celebrare le nozze, che secondo il diritto canonico non hanno alcun valore, è stato don Alessandro Santoro, parroco della comunità di base delle Piagge.

Poiché sia Betori che il suo predecessore, il cardinale Ennio Antonelli, gli avevano ingiunto di non farlo, il sacerdote è stato sollevato dal suo incarico e trasferito nel Casentino a «trascorrere un periodo di riflessione e preghiera». Il suo allontanamento ha provocato forti proteste nella comunità dei fedeli delle Piagge.

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