Alta Velocità, parte l'assedio di Firenze: annuncio shock delle Ferrovie

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Riceviamo da Idra e volentieri pubblichiamo. la “città del fiore” sarà attraversata da decine di migliaia di nuovi camion. Ancora rumore, polveri e smog all’orizzonte. RFI descrive lo scenario aggiornato del progetto TAV. Il messaggio sembra chiaro: a questo punto ogni responsabilità passa a Palazzo Vecchio, alla Provincia di Firenze e alla Regione Toscana. Ecco i nuovi numeri ufficiali dei camion di cantiere per la TAV a Firenze, nelle diverse fasi e zone dei lavori.

Cantiere di Campo di Marte: da 1 a 62 automezzi al giorno per senso di marcia, con un valore di picco di 68 automezzi per senso di marcia;

Cantiere della nuova Stazione AV (Via Circondaria, Viale Guidoni): 61 mezzi al giorno per senso di marcia, con un valore di picco di circa 171 passaggi al giorno. E, dopo il completamento del “corridoio attrezzato bimodale” che congiungerà il cantiere della stazione AV con la stazione ferroviaria di Rifredi, si andrà da 20 a 138 mezzi al giorno per senso di marcia, con valori di picco di 211 passaggi al giorno per senso di marcia (zona Tre Pietre, via Perfetti-Ricasoli, viale XI Agosto.)

Cantiere dello Scavalco di Castello (Via Lorenzini, Via Sestese, Viale XI Agosto, nuova viabilità Pereftti Ricasoli): da 4 a 117 automezzi al giorno per senso di marcia, con picchi di 170 automezzi nel tratto compreso tra via Reginaldo Giuliani e la nuova viabilità Mezzana Perfetti-Ricasoli.

Sono i dati che RFI ha trasmesso al Consiglio di Quartiere 1 del Comune di Firenze in occasione dell’incontro pubblico tenutosi ieri sera alle Murate, nella Sala dei Vetri di Piazza Madonna della Neve.

Rete Ferroviaria Italiana non ha potuto mantenere – come è stato riferito – l’impegno a partecipare all’incontro, ma ha fatto pervenire un documento a dir poco esplosivo. Fra le altre cose si legge che la “viabilità interessata da una sovrapposizione di flussi provenienti da due distinti cantieri è il tratto di Viale XI Agosto che parte dall’incrocio con via Perfetti-Ricasoli e prosegue verso l’Autostrada A11 Firenze Mare in un periodo compreso tra l’11° ed il 24° mese dall’inizio delle attività”, e che “in tale periodo questo tratto di strada sarà interessato da un incremento dei flussi medi giornalieri che va da 92 a 164 mezzi al giorno per senso di marcia, con un valore di picco pari 253 mezzi al giorno per senso di marcia”!

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I lavori della Tav a Bologna

Dunque, si prospettano forti e inattesi incrementi di traffico pesante sulla viabilità urbana (non sembrano far parte di questo computo, peraltro, i camion che scaricheranno comunque gas, polveri e rumore nell’aria cittadina dal cosiddetto “corridoio attrezzato bimodale”). Cifre mai sentite prima, nei dieci anni che sono passati dall’approvazione zoppa (stazione AV impietosamente bocciata) del sottoattraversamento TAV il 3 marzo ‘99. Già i progetti presentati in conferenza di servizi suonavano insostenibili e minacciosi. Ma, al confronto coi dati che leggiamo oggi, quelli del ’99 sembrano quasi favole. “Premesso che il progetto è stato impostato prevalentemente sul trasporto su ferro, sia per gli approvvigionamenti che per i conferimenti dei materiali di risulta – si giustifica RFI nella nota inviata al Quartiere 1 – non è stato possibile eliminare del tutto il trasporto su “gomma””.

Un primo segnale inquietante si era avuto – senza che ne fosse data notizia – a dicembre 2003. Riguardava l’“imbocco Nord”. Adesso la movimentazione su gomma in città tocca anche l’area della nuova Stazione e Campo di Marte. Lo scenario proposto è diventato oltremodo pesante, apparentemente irricevibile. E contraddice ancor più clamorosamente i contenuti dei pur pessimi accordi del ’99.

A questo punto la palla è nel campo della Regione Toscana e degli enti locali (Comune e Provincia di Firenze): le tre giunte, il sindaco Domenici e i due presidenti Martini e Renzi non avranno nulla da dichiarare?

0 Comments

  1. filippo zoccoli

    Care e cari, ma siamo certi che si possa contrastare un’opera così selvaggia solo tramite interventi istituzionali o, come si diceva un tempo, nelle sedi opportune?
    Esistono a Firenze circoli di intelletuali amanti dell’antico che forse sanno toccare tasti di “campanilismo costruttivo” , cito per tutti Antonio Paolucci, capaci di creare opinione diffusa e risentimento verso una scelta caterpillar.
    Se è vero che la manutenzione del territorio avviene solo se la cultura del territorio è residente, sintetizzo da Magnaghi, forse è il caso di sollecitare quelle categorie economiche che sull’antico proliferano. So bene che coincidono con lo snaturamento del tessuto storico minore della città storica, che ne sono le responsabili, ma a volte urge trovare alleati anomali.
    Come io non so, farò quel che posso.
    Con affetto

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  2. red

    I Quartieri si ribellano ai camion dei detriti

    I presidenti del Quartiere 5 e 2, quelli dove Rfi (Rete ferroviaria italiana), ha appena annunciato che più passeranno i camion destinati a trasportare via lo smarino dei cantieri dell´alta velocità, insorgono. Stefania Collesei e Antonio Paolucci esortano le ferrovie a rivedere i loro piani di fronte all´annuncio di 136 passaggi al giorno di camion dal Campo di Marte (inizio del sotto attraversamento) verso via Campo d´Arrigo, lungarno Colombo, Varlungo; 342 nei primi otto mesi di lavori per la nuova stazione di Belfiore lungo via Circondaria e viale Guidoni verso la Firenze Mare e poi, appena attrezzato il binario ferroviario su cui verrà portato il materiale fino a Rifredi, ben 422 passaggi in zona Tre Pietre, via Perfetti Ricasoli, viale XI Agosto. Più 340 passaggi, dal cantiere per lo scavalco di Rifredi, nel tratto tra via Reginaldo Giuliani e la Mezzana Perfetti Ricasoli. «E´ un piano impraticabile – dice Collesei – Sono tutte strade fortemente abitate, già dense di traffico. Non solo un numero così pazzesco di camion le ingorgherà, ma le infangherà e alla fine le dissesterà. Sono camion pesantissimi. Inutile allora programmare di spendere per rifare quest´estate viale XI Agosto. E´ una follia. Le ferrovie devono ripensare il modo di organizzare i trasporti da e per i cantieri».
    Paolucci che, come Collesei, ha saputo tutto solo dalle polemiche riportate dalla stampa dopo la presentazione del piano camion fato dalle ferrovie al Quartiere 1 lunedì sera, è esterrefatto. «Sono più che preoccupato – dice – Campo d´Arrigo, per esempio, è una via stretta, tanti camion non sono ipotizzabili. L´intero piano è davvero impossibile, va completamente ripensato». Soprattutto una cosa scandalizza tutti e due i presidenti: il «tradimento» a sorpresa. «In dieci anni di accordi e incontri sull´alta velocità si è sempre detto che lo smarino sarebbe stato smaltito su via ferroviaria – protestano – Solo adesso all´improvviso e mentre nessuno se lo aspetta le ferrovie annunciano un via vai di camion così pesante per la città».
    Assai più ottimista, il presidente del Quartiere 1, Stefano Marmugi, nella cui sede il documento di Rfi è stato rivelato per diventare poi oggetto di polemica da parte dell´associazione ambientalista Idra. Marmugi è netto e deciso: «Basta di dire no per il no. Sull´alta velocità c´è un accordo dal ´98, non torniamoci sopra. Ci si allarma, giustamente, per la crisi e poi si vuole mettere in discussione un intervento da un miliardo e tre che porterà in città lavoro e ridarà slancio all´economia, oltre a metterci finalmente in rete con l´Europa. Su ognuno di quei camion ci sarà un lavoratore. Si tratterà solo di organizzare bene cantieri e viabilità. Il gioco vale la candela». Più perplesso il vicesindaco Matulli che certo non mette in discussione il sotto attraversamento ma sul trasbordo dello smarino riflette: «Dovremo trattare con le ferrovie, vedere se è possibile diminuire il carico dei camion e come distribuirlo. In ogni caso dovremo metterci d´accordo ancora prima di aprire i cantieri per organizzarli al millimetro in modo da mitigarne gli effetti. Oltretutto in questo caso si può fare senza difficoltà perché i punti sono quelli e restano quelli, non come la tramvia in cui i cantieri si muovono di continuo».

    [Fonte: Repubblica Firenze]

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  3. red

    La posizione di Per Unaltracittà, di Ornella De Zordo

    TAV, le verità nascoste: centinaia di TIR per anni nelle strade di Firenze
    La VIA non è più valida, l’Osservatorio agisce fuori dalle sue competenze

    Nei giorni in cui l’assessore Riccardo Conti e l’amministratore delegato di Ferrovie Mauro Moretti danno il via ad una kermesse con l’obiettivo di dare lustro all’opaca e scandalosa vicenda dell’Alta Velocità fiorentina, emergono numeri folli e notizie traumatiche sull’impatto del tunnel ferroviario nella vita quotidiana dei fiorentini. Buona parte di Firenze sarà aggredita per anni da uno spropositato numero di camion in entrata e in uscita dai cantieri.

    Via Campo d’Arrigo, via lungo l’Affrico, lungarno Colombo, viale Gramsci, viale Matteotti, viale Lavagnini, via Circondaria, viale Guidoni, viale XI Agosto, via Lorenzini, via Sestese. Ogni giorno, per anni, decine e decine di camion in ogni strada, una prospettiva apocalittica in una città che già a marzo ha esaurito le giornate consentite in tutto l’anno per il superamento dei limiti di PM10. Qualcuno ricorda che i principali produttori di PM10 sono i veicoli diesel pesanti? Ecco servite le misure antinquinamento.

    Ma c’è dell’altro. La fase di cantierizzazione è tipico oggetto di Valutazione di Impatto Ambientale. Peccato che nel progetto presentato per la VIA si dicesse che tutte le terre scavate e tutto l’approvvigionamento di cantiere sarebbero transitati su rotaia, con limitatissime eccezioni. Ora si scopre che la realtà è il contrario, ma nessuno ha autorizzato il capovolgimento del progetto.

    L’Osservatorio ambientale, nel silenzio totale, sembra aver approvato un piano di cantierizzazione che contraddice il progetto autorizzato, mentre il suo compito consisteva nel verificare che le prescrizioni regionali e statali fossero recepite nel progetto esecutivo.

    A questo punto la VIA del 1999 non è più valida, l’Osservatorio ha operato fuori dalle sue competenze, la salute dei cittadini è messa in pericolo da programmi infrastrutturali folli, la città è messa in ginocchio per dieci anni. Un sentito ringraziamento agli amministratori di Comune, Provincia e Regione e ai responsabili di Ferrovie.

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  4. Alessandro

    Speriamo almeno che tutto questo porti un aumento del lavoro in zona campo di marte ! Forse una stazione anche se provvisoria sara’ di giovamente a strutture quali hotel e ristoranti …. vediamo almeno il lato positivo 😉

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  5. angelino

    Basta con ilcemento!!!! basta con queste grandi opere che servono solo per rubare ai poveri per dare ai ricchi

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  6. Roberto Carlesi

    E Bologna con i suoi cedimenti non ha insegnato niente. Speriamo che crolli Palazzo Vecchio quando è presente la giunta.

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