15 dicembre 2018

Alta velocità, il Pd sconfessa Renzi

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Sulla Tav Renzi apre la porta. Ma arriva il Pd e la chiude. Quando il sindaco è già andato via, il Consiglio Comunale approva un ordine del giorno del Partito Democratico a sostegno del sottoattraversamento ferroviario. Eppure Renzi, nel’attesa comunicazione resa in aula sul progetto, aveva fatto intendere di voler prendere in esame, per la prima volta in città, tutte le ipotesi possibili: “Sarà il Consiglio Comunale la sede in cui si discuterà di un’opera che per Firenze è la più importante degli ultimi cento anni. E che come tale ha bisogno anche di garanzie di sostenibilità”.

Nessun clamoroso dietrofront rispetto alle precedenti posizioni assunte. Certo che erano stati in molti, anche fra le opposizioni, a considerare questa come una possibilità per ridiscutere il progetto sotterraneo dell’alta velocità, che negli ultimi mesi tante polemiche e dubbi aveva palesato su costi, tempi di realizzazione e soprattutto impatto e disagi per i cittadini. L’occasione sarebbe stata il Consiglio straordinario sul tema che si terrà a settembre. Ora che l’aula ha già dato un’indicazione, però, quell’appuntamento perde un po’ di rilievo. Magari Renzi ha fatto finta di aprire, perché in realtà non vuole abbandonare l’ipotesi sotterranea, salvo poi far uscire allo scoperto i “suoi”.

In caso contrario il sindaco non ha la maggioranza in Consiglio. “La maggioranza di centrosinistra ha sconfessato il sindaco Renzi e gli ha praticamente ‘intimato’ di fare marcia indietro”, attaccano i consiglieri del Pdl. Dura anche la capogruppo di perUnaltracittà Ornella De Zordo, che parla di “Inaccettabile gioco delle parti. Vogliamo sapere – ha aggiunto – qual è la vera faccia del governo cittadino”. A confermare le ambiguità fra Renzi e maggioranza è stata anche la mancata approvazione di una mozione – presentata dalla stessa De Zordo, e sottoscritta da Valdo Spini e Tommaso Grassi – che avrebbe sospeso il taglio di 163 alberi nell’area ex Macelli, almeno fino a quando non si fosse deciso definitivamente se costruire lì la nuova stazione Tav.

Quegli alberi si potranno dunque tagliare e questo potrebbe essere un altro segnale del ‘sì’ definitivo al tunnel. In generale il sindaco ha anche ribadito la necessità che l’amministrazione valuti nelle prime settimane di governo il complesso di tutte le questioni urbanistiche e infrastrutturali: “Nessuno di noi pensa che la Tav possa essere un problema o un’opportunità senza collegarla con tutto quello che ci sta intorno”, ha detto.

Nel suo intervento ha anche polemizzato con in governo, sollecitando la legge speciale promessa da Berlusconi. “Le dichiarazioni di alcuni ministri sembrano più da ‘bar dello sport’ – ha proseguito riferendosi chiaramente alle dichiarazioni del titolare dei Trasporti Matteoli – non si può dire che la tramvia al Duomo non ci piace senza offrire una soluzione alternativa. Occorre un dibattito serio: quest’opera – ha aggiunto – è stata decisa insieme dai vari governi locali e nazionali. L’esecutivo adesso intende sconfessare le proprie decisioni?”.

[Fonte Nuovo Corriere di Firenze]

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