19 dicembre 2018

Alta velocità, il lavoro a rischio «Pochi posti nei nuovi cantieri»

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di Sandra Nistri, da La Nazione
«Grandi opere per un lavoro piccolo piccolo». Al centro dell’iniziativa organizzata, ieri pomeriggio al Dopolavoro ferroviario, dal Comitato contro il sottoattraversamento Tav di Firenze c’era proprio questa contrapposizione tra le grandi infrastrutture in corso di realizzazione anche in Toscana (in particolare il nodo ferroviario dell’alta velocità) e la qualità dell’occupazione offerta ai lavoratori. Contrapposizione emersa chiaramente dai dati forniti dal dottor Luigi Carpentiero dell’Unità funzionale Tav e Grandi opere della Asl 10 Firenze che ha illustrato i risultati di un corposo questionario rivolto ai lavoratori Tav della tratta Firenze Bologna: «La stragrande maggioranza di loro – ha spiegato – proveniva da regioni del Sud Italia Calabria, e poteva rientrare al paese di origine al massimo ogni tre settimane, da qui una sensazione di sentirsi estraneo a casa propria. Un quarto dei lavoratori intervistati ha dimostrato di essere soggetto a stress, il 41% in totale ha parlato di comportamenti a rischio mobbing e nove persone si sono rivolte a noi proprio per denunciare episodi di mobbing. Molto alta poi, per il disagio vissuto sul lavoro, la dipendenza da alcool e da tabacco visto che il 52% degli intervistati ha detto di fumare almeno un pacchetto di sigarette al giorno mentre non è quantificabile il possibile uso di altre sostanze come la cocaina».
Un quadro poco idilliaco ribadito in una lettera-testimonianza della scrittrice Simona Baldanzi che sulle condizioni di lavoro degli operai dei cantieri Cavet del Mugello ha scritto prima la sua tesi di laurea, nel 2002, e poi un romanzo di successo.
«Il segretario generale della Camera del lavoro di Firenze Mauro Fuso ha pregato nei giorni scorsi il sindaco Renzi di accelerare i tempi per i lavori del nodo fiorentino dell’alta velocità perché così sarebbe stato assicurato lavoro a molte persone – ha sottolineato poi Tiziano Cardosi in rappresentanza del comitato organizzatore – ma, in realtà, i posti assicurati saranno 200, 400 solo in momenti molto brevi di maggiore impegno. Ora con un costo ipotizzato per l’opera, in questo tratto, di 6 miliardi e mezzo di euro siamo riusciti a garantire solo 200 posti di lavoro?».

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