23 settembre 2018

Alta Velocità, Enrico Rossi "si è rotto". Il Comitato rilancia: blocchiamo il tunnel

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può perdere la calma. Non è piaciuto al presidente della Regione Toscana lo sconto di 80 milioni concesso dal governo Letta alla NTV di Della Valle (treno Italo, per capirsi) sui costi dell’uso della infrastruttura ferroviaria, sconto possibile grazie agli utili realizzati da FS. “Mi sono davvero rotto le palle – scrive Rossi su Facebook – con Trenitalia e con le politiche del governo per il trasporto regionale su ferro”. Non solo: propone addirittura una tassa su chi usa l’alta velocità in classe vip, business o “queste parole idiote e classiste”.
Non poteva non cogliere al balzo la palla di questa “conversione” il Comitato No Tunnel TAV di Firenze, che speranzoso rilancia, ricordando lo spreco miliardario rappresentato dal sottoattraversamento AV, che finora Rossi non ha mai messo in discussione.
Più polemica Ornella De Zordo, che rimprovera al presidente un’indignazione tardiva rispetto all’annosa agonia dei treni “normali”, usati da 3 milioni di passeggeri, e suggerisce di seguire strade più concrete della tassa “Robin Hood”.
Di seguito la lettera del Comitato No Tunnel TAV.

Egregio Presidente,
siamo piacevolmente sorpresi nel leggere questo post in cui si dissocia finalmente dalle politiche dei trasporti del Governo. Quello che lei dice è quanto sosteniamo anche noi, inascoltati anche da Lei, da anni. Siamo felici di averla tra i “nostri”.
Le ricordiamo che anche a Firenze, in Toscana, ci sono progetti che uccidono il trasporto pubblico ferroviario: uno di questi è il sottoattraversamento AV di Firenze.
Un miliardo e mezzo dichiarato (ma lo sa anche Lei che i costi TAV in Italia sono aumentati 5, 6, 7 volte) a fronte di poche centinaia di milioni in oltre 10 anni per il trasporto regionale.
Le ricordiamo che l’idea di destinare gli utili dei treni AV verso il “servizio universale” (Il Comitato NO TUNNEL TAV risponde al presidente della Regione Enrico Rossi che pare diventato un NO TAVregionale, IC, merci…) era quanto promesso da tutti i governi che si sono succeduti fin dall’epoca di Necci.
Che erano menzogne alcuni ferrovieri lo dicevano già negli anni ’80.
Cogliamo al balzo l’occasione del suo sfogo (condiviso) per dichiararle fin da subito la nostra disponibilità a parlare di proposte alternative ai tunnel e alla stazione che sta già creando problemi con la falda. Come cittadine/i, assieme a tecnici volontari e all’Università della nostra città, abbiamo elaborato una serie di interventi alternativi ai tunnel. Con la stessa cifra si potrebbe potenziare tutto il sistema ferroviario dell’area metropolitana, razionalizzare la mobilità a Firenze, creare un semplice ed efficace sistema di treni metropolitani e suburbani.
Troppe volte si risponde a chi propone alternative nascondendosi dietro un dito: i fondi destinati dalle FS alle linee TAV sarebbero un capitolo di spesa diverso da quello del servizio regionale. Presidente, crediamo sia l’ora di drizzare la schiena: le FS sono una SpA totalmente controllata dallo Stato, la loro privatizzazione è una farsa, serve solo a far crescere opacità nel suo operato. La politica può e deve pretendere che l’AD Mauro Moretti faccia quello che la politica vuole. Se non viene fatto, anche a scala toscana, vuol dire che il degrado delle FS è voluto e accompagnato.
Un’ultima cosa, piccola, ma significativa e nella direzione della sua indignazione: Moretti promise un anno fa che la stazione di Santa Maria Novella sarebbe stata dotata di una vera sala d’attesa, non di quelle seggiole messe in mezzo agli spifferi nell’atrio partenze. Fa male vedere l’esclusivo “club freccia rossa” per pochi vip e centinaia di persone che vagolano o si siedono in terra in attesa del treno che non arriva. Anche noi, tutte le volte che ci passiamo davanti, abbiamo un conato di vomito nel vedere questa vergogna davvero classista.
In attesa di una sua risposta la salutiamo.

Comitato NO TUNNEL TAV

 

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