Alta velocità, dal ministro arriva l'avanti tutta

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di Duccio Tronci

Sul nodo fiorentino dell’alta velocità il governo frena Renzi. Sì ad eventuali miglioramenti del progetto del sottoattraversamento, ma solo se il completamento della tratta della Tav non subirà ritardi. A dettare le regole è stato ieri il Ministro dei Trasporti Altero Matteoli, intervenuto sul tema durante la giornata del trasporto ferroviario. “Se si tratta di modifiche che prevedono una nuova valutazione di impatto ambientale, e che quindi farebbero ritardare il progetto – ha aggiunto – non se ne parla nemmeno”. Un macigno cade dunque sulle valutazioni in corso del neo-sindaco di Firenze: tramontano – salvo ripensamenti – sia la modifica del traccitato del tunnel (compresa l’ipotesi di far passare il “tubone” sotto i binari esistenti anziché sotto gli edifici e le strade), che la nascita di un nuovo progetto. Entrambe necessiterebbero della nuova valutazione d’impatto. Una bella gatta da pelare per Renzi, che si era esposto per una modifica onde evitare il forte impatto ambientale costituito dall’opera.

A trovare un alleato prezioso è invece la Regione Toscana: l’assessore ai Trasporti Riccardo Conti – promotore storico del progetto del tunnel – è apparso visibilmente soddisfatto dalle parole di Matteoli. E non poteva essere altrimenti: “Non ho motivo di pensare che Renzi voglia ritardare ancora quest’opera – ha detto – l’Italia, e non solo la Toscana, non possono permettersi di ricominciare un nuovo gioco dell’oca, dopo 13 anni di lavoro per l’iter del tunnel”. Assistiamo così all’ennesimo braccio di ferro fra l’amministrazione comunale fiorentina e la Regione. E quest’utlima ne esce oggi rafforzata. Resta in piedi, invece, l’ipotesi di fermare la realizzazione della nuova stazione nell’area ex Macelli. Ma in questo caso, che senso avrebbe far passare da lì il tracciato se poi la stazione non si fa? E Conti insiste per la sua realizzazione: proprio ieri ha rilanciato l’ipotesi di disporre “tapis roulant” per consentire ai passeggeri di spostarsi agilmente da e verso Santa Maria Novella. E’ inoltre opportuno – secondo Conti – fare lavorare l’Osservatorio Ambientale di Firenze, del quale proprio in questi giorni è atteso il parere sul discussissimo impatto dei lavori del tunnel sulla città: “Se questo organismo ci dirà in questi giorni che ci sono delle cose da aggiustare, lo faremo. E comunque finché non ci sarà l’ok definitivo i lavori non partiranno”, ha ribadito l’assessore regionale, che ha anche invocato maggiori garanzie per i testimoniali di stato, a tutela degli abitanti che avranno le abitazioni danneggiate dai lavori: “Non si può scaricare sui cittadini il peso di un’opera del genere”.

Nel corso della giornata si è discusso anche della situazione dei pendolari: come si gestisce la fase di transizione in cui aumenterà la mole di treni ad alta velocità, senza che sia ancora pronto il nodo fiorentino? “In Toscana – ha detto Conti – non accettiamo servizi di serie ‘A’ e di serie ‘B’. Il trasporto regionale e gli Eurostar hanno pari dignità”. Ecco perché ha proposto al governo la convocazione di un tavolo di lavoro sul nodo di Firenze con Ministero, Regione ed Enti locali interessati, insieme a Trenitalia: “La programmazione non spetta a Trenitalia, ma allo Stato e alle Regioni. Ognuno si impegni per le proprie responsabilità”. La proposta è stata subito accolta dal Ministro Matteoli, che ha anche sottolineato il clima collaborativo che si registra con le regioni: “Al di là del colore politico che le rappresentano”.

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