Alta Velocità. Contro i rischi del tunnel parte la Class action: in 150 pronti a lottare in aula

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di Massimo Vanni

Per ora sono 150. Tutti pronti a firmare una «class action» contro il tunnel e la stazione dell´Alta velocità. Ma sono destinati ad aumentare velocemente. Sono i residenti che hanno aderito all´appello dei «No Tav» e dell´avvocato Alfonso Bonafede, ex candidato sindaco «grillino», intenzionato a procedere con l´azione collettiva. Non però dopo gli eventuali danni, ma prima. In pratica, un´azione cautelare diretta a creare almeno un fondo speciale per gli eventuali futuri risarcimenti.

Secondo Bonafede, le azioni collettive dovrebbero riguardare tre aspetti dell´operazione Alta velocità. Quello dei danni più o meno gravi agli immobili situati nelle zone interessate dagli scavi. Quello dei danni alla salute conseguenti al rumore e soprattutto alle polveri derivanti dai lavori e dal trasporto, che riguarda non solo i residenti, dice Bonafede, ma anche le scuole Rosai e Rodari. E, infine, quella del danno ambientale.

Tre buoni motivi, dice l´avvocato, per «procedere con un´azione cautelare davanti al giudice civile per cercare di ottenere un provvedimento di stop ai lavori stante i gravi pericoli di danni a persone e cose». E, qualora il giudice non fosse d´accordo, per ottenere «le opportune cautele pecuniarie». Visti i tempi, l´azione collettiva dovrebbe però scattare al più presto, secondo l´avvocato. E chi è interessato può inviare una email a: avvocatobonafede@gmail.com.

«Sono 250 gli edifici a rischio, ma sono le previsioni di chi, per compiacenza o incapacità, non è mai riuscito a prevedere nulla: dal disastro del Mugello ai danni di Bologna», dice Ornella De Zordo di «perUnaltracittà». E aggiunge De Zordo: «Quindi non siamo per niente tranquilli, e non possono essere i fiorentini, che devono anche sapere che ottenere poi un risarcimento per danni subiti comporterà anni di contenzioso».

Fonte Repubblica

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