Alta velocità, altissimi imprevisti. Il caso Bologna: e se succedesse anche qui?

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Chiunque sarà il nuovo sindaco non potrà evitare di esaminare il tema dell’alta velocità e soprattutto dell’attraversamento di Firenze. Perciò, anche in vista del voto di domenica, l’associazione Idra ha organizzato un dibattito per stasera (ore 21 al Cinema Castello, via Reginaldo Giuliani 374) al quale, però, non parteciperanno politici. Si tratta di un’assemblea che affronterà i problemi dell’impatto ambientale e li spiegherà grazie all’intervento di alcuni esperti, che metteranno a confronto l’esperienza già vissuta da Bologna. Il titolo dell’incontro: «Questa è la Tav a Bologna…e se succedesse a Firenze?».

Il programma della serata prevede la proiezione di un video girato nell’aprile 2008 nel capoluogo emiliano, nelle strade, presso gli esercizi commerciali e all’interno delle abitazioni che si trovano accanto ai cantieri per lo scavo della stazione dell’Alta velocità. Successivamente il presidente dell’associazione di volontariato Idra, Girolamo Dell’Olio, presenterà il progetto di sottoattraversamento ferroviario di Firenze: i costi, l’architettura finanziaria, la durata dei lavori, l’impatto ambientale e il sistema di monitoraggio e controllo. Infine Teresa Crespellani, docente di Ingegneria geotecnica sismica all’Università di Firenze, spiegherà i rischi e le criticità del sottoattraversamento Campo di Marte-Castello e della stazione sotterranea in via Circondaria. Poi spazio alle domande del pubblico.

Fra l’altro, proprio con l’intento di informare più compiutamente i cittadini che sono interessati, l’associazione Idra ha pubblicato sul proprio sito web, i contenuti del libro bianco sul nodo Alta velocità di Firenze, trasmesso ai ministri dei Trasporti, delle Infrastrutture e dell’Ambiente, il 14 settembre 2006.

L’impegno è quello di capire e di tenere la pressione su chi deve decidere, perchè non si verifichino casi come quello del Mugello dove il passaggio della Tav ha provocato danni alla falda acquifera: è stato calcolato che dall’inizio dei lavori di scavo delle gallerie è andata persa dalle falde, una quantità d’acqua pari a tre volte la capacità dell’invaso di Bilancino.

La conoscenza dell’esperienza bolognese, servirà anche per capire come sarà possibile andare incontro alle famiglie che abitano lungo il percorso sotterraneo della Tav. Il passaggio dal capoluogo emiliano è ormai quasi completato e sono stati quantificati i risarcimenti dovuti a chi abita nelle zone coinvolte: un confronto utile a tutti.

Quel confronto che è mancato finora sulla Tav fiorentina, che rischia di diventare per molti una scoperta tardiva come la tramvia. Parlarne poco significa far passare sotto silenzio interventi invasivi che possono alterare l’equilibrio ambientale: ci sono alternative che possono far raggiungere lo stesso risultato senza penalizzare un sistema di trasporto moderno con il quale è necessario convivere. Si tratta di conoscerle e valutarle. E’ lo scopo dell’incontro di stasera.

[Fonte La Nazione]

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