18 settembre 2018

All’orizzonte niente di nuovo

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Vi sentite stanchi, preoccupati, tristi? O magari arrabbiati, aggressivi,
irrequieti? Forse il vostro problema è che non sapete dove andare a
fare acquisti. Nei dintorni di Firenze sono così pochi i centri commerciali,
gli ipermercati, gli outlet… Per fortuna ci sono ancora degli spazi
illogicamente vuoti dove poterne costruire di nuovi e meravigliosi, e soddisfare
così un bisogno davvero sentito dalla cittadinanza.
Dev’essere questo il ragionamento da cui è nata l’idea per l’ennesimo insediamento commercial-ricreativo nella piana dell’Osmannoro, per l’esattezza
ad Osmannoro Sud, dove un tempo sorgeva lo stabilimento Longinotti e
dove nell’estate 2007 si è svolta la rassegna musicale Italia Wave.
Per l’ampia area, di proprietà del Gruppo Fratini, il regolamento urbanistico
del Comune di Sesto Fiorentino prevede appunto una destinazione prevalentemente
commerciale, anche se tra gli intenti c’è anche quello di “realizzare
‘qualcosa che non c’è’ nel campo dell’intrattenimento”. Così veniva dichiarato
nel maggio scorso durante la firma di un protocollo di intesa fra proprietà
e amministrazione che dava il via alla ‘procedura di valutazione degli effetti
socio-economici’. Lo studio, condotto dal centro di ricerca Sociolab, si è concretizzato
in alcuni incontri con cittadini e rappresentanti di associazioni
varie e di categoria, “per mettere in luce qualità, criticità e bisogni della
zona”. Era scritto sul volantino-invito per uno degli ultimi focus group, dove i
presenti hanno potuto chiacchierare a ruota libera sull’Osmannoro, e persino
dire cosa preferirebbero trovare in vendita nel futuro centro, ma mai per un
attimo rimettere in disc ussione l’idea stessa di costruirlo! Per chiarire che si
trattava di un incontro per consumatori, più che per cittadini, è anche stato
elargito a ciascuno un buono spesa da 50 euro….
In realtà, la Regione ha posto un limite preciso per i nuovi spazi commerciali
tra Firenze, Prato e Pistoia: non più di 30mila metri quadri fino al 2010.
Praticamente l’estensione del solo progetto Fratini, a cui però dovrebbero
sommarsi il centro di Novoli e l’ipermercato di San Bartolo a Cintoia, per
restare nei dintorni. Staremo a vedere quale scappatoia sarà inventata per
non rinunciare all’affare…
“Gates of Florence”, questo il nome del progetto, è un altro classico esempio
di ‘urbanistica contrattata’: le amministrazioni locali rinunciano a pianificare
sulla base di necessità e obiettivi pubblici, mentre concedono ai privati il
permesso di fare ciò che vogliono in cambio di vantaggi più o meno concreti.
Nel caso dell’Osmannoro, nuova viabilità, parchi attrezzati, e altro ancora
da definire. Il fatto che un intervento simile non solo non sia necessario, ma
possa anche esser dannoso, producendo una saturazione insostenibile della
zona, dove già esistono l’Ipercoop, la Carrefour, l’Ikea e i Gigli, con tutto il
traffico annesso, diventa un dettaglio secondario.
Per chi da tempo ha abbandonato i jeans per la speculazione immobiliare,
come i Fratini, è ovvio che il vuoto abbia senso solo se riempito di cemento.
è scandaloso però che l’orrore del vuoto sia condiviso anche dagli urbanisti
stipendiati dai comuni, incapaci di capire il valore degli spazi non costruiti,
che vuoti poi non sono.
La Piana fiorentina infatti non è vuota, ma piena di vita e di natura da salvaguardare,
anche oltre le aree protette già individuate. La città e l’area metropolitana
hanno bisogno di ‘vuoti’, semplicemente per respirare, senza contare
che anche il vuoto può essere progettato. Con più creatività ed intelligenza e
meno cemento.

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