26 settembre 2018

All’ombra dei cipressi

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Per la prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle “morti bianche”, escluso il settore agricolo. In tutt’Italia i casi sono circa 900 mila ogni anno. Le malattie professionali denunciate nel 2001 sono state 2.076 e 110 le morti bianche accertate dall’Inail. L’edilizia è il settore più colpito: è responsabile di quasi il 30% degli incidenti mortali, seguito dai trasporti e dal settore metalmeccanico. Nel cantieri edili, nel 2000 e nel 2001 sono morte 22 persone, nel 2002 18 persone, quest’anno “solo” 15 (dato di settembre).

L’edilizia è un settore in cui lavoro nero, appalti e subappalti spesso irregolari, lavoro atipico la fanno da padroni, e non a caso nei cantieri la manodopera extracomunitaria assume un peso sempre più rilevante: gli stranieri spesso sono più ricattabili per una serie di motivi, soprattutto ora che per non essere espulsi dal Belpaese occorre avere il contratto di lavoro sempre a portata di mano. Il 12% degli occupati nelle costruzioni in Italia è rappresentato dagli stranieri. Questo almeno è quanto si conosce, ma bisogna aggiungere che il 60% della forza lavoro irregolare è composta di extracomunitari. Il lavoro atipico in Toscana, dal part time all’interinale, dai contratti di formazione-lavoro alle collaborazioni, dai tirocini al parasubordinato, riguarda complessivamente tra le 250 e le 300 mila persone. Anche in questo caso si tratta di rapporti di lavoro più precari che certo non giovano alla prevenzione e alla sicurezza.

E i controlli? Ecco qualche numero. I dipartimenti di prevenzione delle aziende Usl toscane nel 2002 hanno fatto registrare 6.228 accessi nei cantieri e 5.741 controlli. Le violazioni riscontrate sono state 3.750. Ovvero: in più del 65% dei casi i controlli, nonostante spesso siano annunciati in anticipo, hanno trovato qualcosa che non andava. Le sanzioni sono state 1.589, le segnalazioni di reato all’autorità giudiziaria 1.344, i verbali di sequestro 112.
Fonte: Regione Toscana, Dipartimento Diritto alla salute.

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