11 dicembre 2018

Alla porta i costruttori. Colpo di mano a Firenze Mobilità

image_pdfimage_print

di Marzio Fatucchi

Non c’erano riusciti da fuori, ora ci provano da dentro. Firenze Parcheggi e la Camera di Commercio fanno il «golpe » a Firenze Mobilità. Nel corso dell’assemblea dei soci, ieri, la spa che ha realizzato il project ha visto l’estromissione dalla «governance» di Project costruzioni, cioè il raggruppamento di imprese edili che ha lanciato la finanza di progetto per realizzare il sottopasso di viale Strozzi e ottenere in cambio la gestione di altri parcheggi realizzati (Beccaria, Fortezza, Alberti).

Un ribaltamento possibile grazie alle assenze di alcuni soci, e avvenuto, dicono i presenti, tra l’incredulità e il disappunto degli unici due soci costruttori che hanno partecipato all’assemblea, l’architetto Fabrizio Pancani e Alighiero Irani, e che hanno infatti votato contro il nuovo cda. Firenze Parcheggi (la spa partecipata a maggioranza dal Comune, che di Firenze mobilità detiene il 17,83) ha stretto una alleanza con la Camera di commercio di Firenze (20,5), con la Servizi& promozioni della Confesercenti (3.18), con Adf (3,8). Totale, 45 per cento, contro il 43,73 di Projec costruzioni. E il restante 10 e spiccioli? Sono le assenze, forse «spinte», di Scaf (10 per cento) e Unica (lo 0,8). E sono bastate queste perché i soci di Project costruttori ( i principali sono Baldassini-Tognozzi-Pontello col 48,32 per cento, Cpf Costruzioni col 16,49, Cosimo Pancani col 16,49, Icet col 10,33, Baldini Costruzioni col 3,48) andassero in minoranza.

Con quale ricaduta? Dopo le dimissioni di Vincenzo Di Nardo (consigliere della Btp, ha lasciato dopo le vicende dell’inchiesta sui Grandi eventi che l’hanno coinvolto), i soci di Firenze Mobilità si erano già orientati verso un nuovo cda «tecnico». Il patto parasociale che ha legato finora tutti i soci era in scadenza: prevedeva che Project costruzioni uscisse dalla società, per lasciare le quote agli altri, Firenze Parcheggi in testa, il cosidetto «ribaltamento», bloccato già dall’ex assessore Tea Albini dopo che erano esplose le vicende giudiziarie sul project e che era nato un contenzioso tra il Comune e Firenze Mobilità. Solo che un arbitrato aveva dato ragione alla spa del project e ai costruttori sui «maggiori costi» dell’operazione.

La giunta Renzi aveva già provato a mettere mano alla vicenda, cercando di trovare un accordo che abbassasse i costi del contenzioso e portasse al ribaltamento. Operazione bloccata però perché, nell’inchiesta sul sottopasso Strozzi, l’ipotesi di danni (cioè i costi) era raddoppiata. Da allora, i nuovi vertici di Firenze Parcheggi hanno usato una politica «aggressiva » nei confronti di Firenze Mobilità: gli hanno chiesto 600 mila euro di presunti costi non pagati, messo in discussioni i contratti di manutenzione. Un colpo per i conti della spa del project, che aveva già fatto un piano di rifinanziamento. Così, al posti di Di Nardo era stato scelto un tecnico.

E così, anche il nuovo cda è tutto tecnico: il professor Gaetano Aiello, il dottor Leonardo Focardi, il professor Giovanni Liberatore, l’avvocato Alberto Piperno e il professor Umberto Tombari (farà probabilmente lui il presidente). Una operazione che pareva non trovasse opposizioni da parte degli stessi costruttori. E allora, perché il colpo di mano di Firenze Parcheggi (leggi Comune) e della Camera? «Questo è un segnale di discontinuità, non un blitz: ne aveva comunque parlato al presidente dei revisore dei conti — dice il presidente della Camera di commercio Vasco Galgani — e ci poniamo non contro qualcuno, ma a tutela degli interessi di tutti. E per un monitoraggio attento della situazione ».

Fonte Corriere Fiorentino

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *